Week5: Seahawks 24 @ BENGALS 27

Battere i Seahawks non è facile per nessuno. Nonostante i pronostici fossero leggermente a favore di Cincinnati penso che in realtà la percentuale di persone che ci credessero veramente fosse molto minore. Il motivo è ovvio: stiamo parlando di una squadra che ha dominato gli ultimi due anni e tutti sappiamo di cosa sono capaci. I Bengals erano dati favoriti sulla carta, grazie alla differenza tra gli inizi di campionato delle due squadre, ma nonostante il fattore campo, sapevamo che sarebbe servita un’ottima prestazione per portare a casa il risultato. Tuttavia hanno alternato ottime giocate ad errori gravi che hanno seriamente messo a rischio il risultato.

(Nota: se odiate la fisica saltate il prossimo paragrafo)

Partiamo dalla fine. Singolare la considerazione dell’astronomo che ha twittato subito dopo la fine della partita che il calcio di Mike Nugent era entrato grazie alla forza di Coriolis. Per i profani, tale forza è una forza apparente data dalla rotazione terrestre che agisce su tutto ciò che non è attaccato al terreno, in parole povere, durante il tempo di volo della palla, la terra (e quindi i pali) si sono spostati verso sinistra (rispetto alla direzione del calcio) di una quantità sufficiente perché la palla entrasse dopo essere rimbalzata contro il palo. Se per ipotesi fossero stati nell’altra metà campo, nella stessa situazione, sarebbe uscita. Se però consideriamo anche il vento, che invece agiva nella direzione opposta, il cui contributo è ovviamente molto maggiore, possiamo dire che il vento stesso ha “quasi buttato fuori la palla”. Tutto questo per dire che i Bengals non hanno vinto la partita grazie ad un’arcana legge fisica, ma sicuramente possiamo affermare che le variabili che entrano in gioco nel determinare il vincitore di una partita possono talvolta sembrare assurde o incredibili.

I fan di Seattle hanno subito puntato il dito contro le chiamate troppo conservative dell’offensive coordinator ed in parte sono d’accordo. Ho raccolto una statistica molto interessante: Russell Wilson ha lanciato per più di 300 yard soltanto 4 volte in carriera (a fronte di 53 partite giocate) con un massimo di 339. Inoltre è 0-10 (compresa la post season) se gli avversari riescono a segnare più di 24 punti. La domanda sorge spontanea: cosa succede quando difesa e gioco di corsa vanno in difficoltà? Badate bene, non sto criticando Wilson, anzi lo considero ampiamente tra i top-10, ma perché gli danno così poco “spazio”? Se pensiamo a quanto sia difficile difendere quando ha la palla in mano, essendo un ottimo passer e di gran lunga il miglior scrambler della NFL, qualche dubbio sul playbook sorge spontaneo. Ovvio, finché domini gli avversari è giusto non rischiare nulla, ma se le partite iniziano ad essere combattute diventa un grosso problema perché non è abituato a lanciare 40-50 palloni a partita.

Ma torniamo a noi. I Bengals non hanno giocato un’eccellente partita nel complesso. E’ vero i Seahawks si sono fatti rimontare 17 punti nell’ultimo quarto, ma Cincinnati ne ha concessi altrettanti tra secondo e terzo quarto in maniera assai peggiore. Dopo i due TD iniziali di Tyler Eifert e Jermaine Kearse le difese hanno quasi annullato gli attacchi, fino all’intercetto di Dalton in endzone, frutto di un lancio leggermente in ritardo a causa probabilmente della pressione della linea. Fatemi ora spendere due parole su quello che ha fatto Michael Bennett durante il ritorno di intercetto. Non sono state fornite altre angolazioni oltre a quella trasmessa dalla Fox, il che è un po’ strano, ma si può vedere chiaramente che Bennett colpisce Dalton alle spalle buttandolo per terra e poi lo colpisce nuovamente due volte mentre cerca di rialzarsi. A parte la stupidità del gesto che ha negato un ritorno da 70 yard di Earl Thomas ad un minuto dalla fine del tempo, mi chiedo se arriverà una multa o si farà finta di niente. La stampa pro-Seattle ha furbescamente aggirato la faccenda spostando l’attenzione sull’eccessiva reazione dei tifosi dei Bengals che sostenevano sui vari social che avrebbero dovuto espellere Bennett, il quale non avrebbe potuto poi forzare il fumble riportato in TD da Seattle. Come se l’overreaction di “persone comuni” che commentano su Twitter fosse in qualche modo comparabile con l’azione stessa. Sono tifosi! La questione è molto semplice: la NFL vuole giustamente proteggere i QB perché questi valgono 15-20 milioni l’anno ciascuno. A maggior ragione è giusto tutelarli contro le violenze non necessarie. So che molti (che probabilmente non hanno mai giocato QB) si lamentano dell’eccessiva protezione riservata loro, ma se così non fosse ci ritroveremmo a fine stagione a vedere il quinto o sesto QB in campo, tanti saluti allo spettacolo e ai milioni di dollari. Se fosse stato Vontaze Burfict sarebbe stato multato?

Considerando l’avversario, l’attacco ha giocato un’ottima partita mentre la difesa è stata poco più che discreta. Due giocate ravvicinate nel terzo quarto, il fumble di Rex Burkhead, forzato da Bennett e riportato da Bobby Wagner e la cavalcata da 69 yard di Thomas Rawls, hanno sbilanciato la partita a favore di Seattle. Il fumble lascia l’amaro in bocca perché da Burkhead si aspettano grandi cose, ma deve mettersi in mostra nei pochi snap in cui viene schierato in campo, e perdere un pallone non è il modo giusto per farlo. Qualcuno probabilmente doveva bloccare Bennet, ma l’errore del RB è comunque grave. La difesa invece ha mostrato le sue debolezze contro un RB, Rawls, che indubbiamente ha dei numeri, ma non può correre 169 yard in una partita. Tackle rotti e angoli sbagliati continuano ad essere un problema in casa Bengals e guardando Seattle giocare non si può che apprezzare la loro efficacia proprio nei tackle. Speriamo che Burfict sia reinserito dalla PUP list per mettere una pezza. Parlando dei singoli: bene in linea Carlos Dunlap e Geno Atkins che riescono a mettere pressione a Wilson, male Peko contro le corse. Vincent Rey, 13 tackle, terzo in NFL per tackle stagionali, fa il solito lavoro sporco; Lamur invece contro le corse è un disastro, ha letture davvero pessime. Nelle secondarie molti alti e bassi per Kirkpatrick che si perde Kearse sul primo TD, ma non poteva che essere lui in marcatura sul WR di Seattle, bene invece George Iloka che al ritorno dall’infortunio si occupa di Jimmy Graham e tira un paio di colpi degni delle Legion of Boom.

Per buona parte della gara il running game sembra schiantarsi contro un muro e Andy Dalton porta avanti da solo l’attacco riuscendoci a tratti, purtroppo l’intercetto vanifica il potenziale drive del più 7 poco prima dell’intervallo. Poi nel quarto quarto guida la rimonta, ricevendo anche l’aiuto che era mancato prima da Giovani Bernard che trova un po’ di spazio in una difesa attenta più a Dalton che alle corse, e la keeper sulle 5 yard è metà strade tra il folle e il geniale. Senza dubbio Dalton è il migliore in campo e Hue Jackson è il migliore sulla sideline, hanno attaccato la secondaria avversaria in modo intelligente, lanciando su Sherman (spostatosi a uomo sul lato sinistro su A.J. Green) su tracce corte e su Marvin Jones sul profondo, che ha guadagnato più yard con le penalità del povero Cary Williams che con vere o proprie ricezioni e poi su Tyler Eifert in redzone, dietro le spalle di Chancellor. Il TE da Notre Dame ha messo insieme un’ottima prestazione da 90 yard, 2 TD e una catch fondamentale e spettacolare nel finale di partita. Anche questa volta male Jeremy Hill, l’impressione è che gli avversari abbiano preso le contro misure e sappiano cosa aspettarsi quando vedono Hill allineato dietro a Hewitt, l’elusività di Bernard è molto più proficua per il momento. La linea questa volta ha subito la pass rush avversaria concedendo 4 sack su Dalton (stesso numero per Wilson) aiutando poco il QB dei Bengals. Peccato per il TD da 72 yard annullato a Green per un leggero holding di Andrew Whitworth a metà del primo quarto sul risultato di 7-7.

Il solito Kevin Huber piazza dei punt perfetti, grazie all’aiuto dei gunner e Wilson è più volte costretto a partire vicino alla sua endzone, ottimo anche Pacman Jones che nonostante l’ottimo lavoro come cornerback è efficace anche sui ritorni di punt, mentre è disastroso Brandon Tate che sui kickoff è stato fermato tre volte prima delle 15. L’exploit con i Chiefs è stato solo un fulmine a ciel sereno. Nugent invece si è dimostrato affidabile questa volta, con 5 calci su 5 messi a segno complessivamente, nell’unica partita in cui contavano davvero.

Due parole le spenderei anche per le crew arbitrali che quest’anno sembrano in difficoltà, una marea di falli minori e poi si perdono colpi in ritardo e interferenze evidenti. Sembrano essere molto clementi anche sugli holding sui gunner nei punt (Sherman).

Domenica si va a Buffalo. I Bills hanno qualche problema di infortuni: Tyrod Taylor, LeSean McCoy e Sammy Watkins forse sono out e Rex Ryan ha firmato Josh Johnson, probabilmente più per avere informazioni sui Bengals che per metterlo in campo. Marvin Jones e altri Bengals non si sono allenati ieri, ma nessuno dovrebbe avere grossi problemi per domenica. Personalmente Rex Ryan non mi piace come allenatore, ai Jets non ha combinato nulla, ma la sua squadra in casa ha dato grossi problemi a Brady e compagni mentre settimana scorsa ha faticato parecchio a Nashville. I Bengals partono favoriti ma la partita non è scontato, certamente ai Bills servo un’eccellente prestazione per battere i Bengals, ma hanno dimostrato di esserne capaci, inoltre il fattore campo non è da sottovalutare.

WHO DEY!!!