Week 6: Kansas City Chiefs @ Minnesota Vikings preview

Due squadre che devono uscire da un periodo sotto tono. I Minnesota Vikings (2-2) esce dalla bye week per affrontare i Kansas City Chiefs (1-4) freschi della perdita per tutta la stagione di Jamaal Charles. I Vichinghi sono usciti sconfitti 23-20 contro Denver a week 4, messi sotto da una pass rush efficace. Kansas City ha perso tre partite consecutive dopo la vittoria 27-20 contro Houston in week 1, domenica scorsa, probabilmente scioccati dall’infortunio di Charles, sono risultati successivamente inconsistenti in attacco dando la possibilità assolutamente insperata a Chicago, di recuperare la gara e portare a casa la seconda vittoria di stagione.

Per Minnesota, inutile dire che ci si aspetti di più dall’attacco, anche se i problemi non vengono dal backfield, ed in particolare da Adrian Peterson. Il prodotto di Oklahoma dovrà vedersela con una difesa che ha permesso circa cento yard a gara pur avendo affrontato squadre con rusher backup (Houston), seminfortunati (Green Bay) o in lista trasferimento (Chicago); e le sue 5,0 YPC dovrebbero iniziare a preoccupare Trichecone, che conta comunque su alcuni run stopper veramente efficaci come Allen Bailey, Jaye Howard (secondo miglior DT nella lega contro le corse), Mike Devito e Justin Houston (quarto 34OLB).

Teddy Bridgewater quest’anno ha confermato i lampi visti l’anno scorso e si è trasformato in un eccellente game manager. Contro Denver, Bridgewater ha quasi completato il comeback contro una delle migliori difese della NFL, ma il problema della linea, per Minnesota, è centrale e pressante: tre dei cinque titolari stanno avendo una stagione negativa ed il rookie TJ Clemmings sta pagando l’essere stato buttato nella mischia da subito, con prestazioni deludenti in pass blocking assieme a Brandon Fusco. I WR invece hanno luci ed ombre con l’importanza sul profondo di Stefon Diggs e la sicurezza di Mike Wallace (zero drop) che fanno il paio con l’assenza totale di performance quantitativamente e qualitativamente accettabili partendo dallo slot, con Charles Johnson assai deludente.

I Chiefs hanno perso il loro miglior giocatore offensivo, colui che da solo costituiva, nella stagione in corso, quasi il 40% della produzione d’attacco di una squadra di medio livello nel settore (14ma per total offense in NFL). La sostituzione del runningback ha tenuto banco in settimana, con voci riguardanti alcuni free agent, ma il discorso è stato chiuso quando Reid ha detto di aver fiducia in Knile Davis e Charcandrick West. L’approccio committee e l’uso più frequente del gioco di passaggio potrebbe in parte mascherare il buco nero della mancanza di Charles, in che misura è difficile stabilirlo. Resta l’ipotesi di uso “a sorpresa” di De’Anthony Thomas da Oregon, in grado di essere schierato sia nel backfield che come ricevitore. Sulla carta, l’attacco di KC sopravanza di 42 yard per gara quello di Minnie, ma come impressione a pelle, sembra questa seconda che nel reparto sia messa meglio.

KC nel complesso sembra una squadra in involuzione, con un attacco che fatica estremamente ed una difesa che ha preso più di trenta punti a gara prima di “limitare” Chicago a 18, di cui comunque 12, fatali, nell’ultimo quarto. Una certa porosità difensiva al passaggio per Kansas City è evidente, in pass coverage può ritenere molto positivi solo Eric Berry e Husain Abdullah, mentre si aspetta il progressivo riscatto di Tyvon Branch. Sui Chiefs, oltre alla delusione per l’iniziale 1-4 che potrebbe significare già l’addio ai playoff, inoltre si addensano discussioni sul futuro di Andy Reid a del general manager John Dorsey, accusato di essere stato piuttosto inetto nelle operazioni di mercato.