Week #6: Kansas City Chiefs @ Minnesota Vikings recap
“A win,however ugly,is always a win”.
E’ questo quello che un qualsiasi tifoso dei Vikings va ripetendosi in modo quasi ossessivo dopo aver assistito alla partita contro i Chiefs per convincersi che la propria squadra è attesa da un futuro roseo. Eh già, perché questa era la prima di una serie di 5 partite contro squadre non proibitive (record cumulativo di 7-18) che serve ad avere un’idea più chiara sulle ambizioni della squadra allenata da Coach Mike Zimmer in questa stagione: è possibile o no puntare ai playoff acciuffando una delle due WC disponibili in NFC?
I Chiefs arrivano al TCF Bank Stadium privi oltre che del faro offensivo Jamaal Charles, per lui ACL e stagione finita,anche di due importanti innesti nel front seven come il NT Dontari Poe e il LB Josh Mauga ed è anche per queste assenze che la partita assume in settimana i connotati del must-win; Vikings che invece oltre all’assenza di Charles Johnson (ancora problema all’anca) son costretti all’ultimo a rinunciare causa malattia al loro miglior pass rusher, quel Everson Griffen che in 4 partite fin qui disputate ha già collezionato 3.5 sack
Si sa come spesso vittoria obbligata fa rima con gara trappola e la paura di scivolare sulla classica buccia di banana è forte, la storia recente dei Vikings ci insegna che non sarebbe la prima né l’ultima volta che ciò accade;e il primo tempo nonostante un dominio territoriale incontrastato della squadra di casa lascia qualche preoccupazione a tal riguardo nella mente dei tifosi,che troppo bene conoscono la loro squadra, perché il dominio visto sul campo e espresso all’intervallo dai numeri di total yard (193 a 51) non ha il dovuto riscontro sul tabellone,che poi è l’unica cosa che realmente conta. La solita imbarazzante pochezza offensiva quando si arriva nella redzone avversaria fa si che in tre possessi si esca con solo 10 miseri punti frutto di un intercetto compiuto dalla safety Ron Parker (purtroppo non l’unico di giornata per Bridgewater,”pizzicato” poi nel quarto periodo dal rookie Marcus Peters), un FG dalle 24 yard e un TD pass per il solito target sicuro Kyle Rudolph. Dopo un terzo periodo interlocutorio dove si segnala solo un fg dalle 45 yard di Blair Walsh che fissa il punteggio sul 13-0, si arriva all’ultima frazione di gioco che si apre con un FG dalle 48 di Cairo Santos dopo 2 ottimi passaggi deflettati da parte di Munnerlyn. A questo punto con un vantaggio di 10 punti arriva il secondo intercetto di Bridgewater,ma i meriti son soprattutto di Peters che in man coverage legge in anticipo le intenzione di Teddy, si stacca dal suo uomo e intercetta un passaggio destinato a Wallace; dal secondo turnover di partita arrivano i 7 punti Chiefs grazie a uno screen pass di Alex Smith per Albert Wilson che grazie ai blocchi dei compagni di squadra corre indisturbato fino in endzone per 42 yards. Quando nel drive seguente l’attacco di Minnesota riesce a segnare solo un FG dalle 45 yards che porta lo scarto a 6 punti la sensazione di tutti è che la beffa sia ormai dietro l’angolo e l’inerzia della partita passa completamente a favore della squadra di Andy Reid dopo un big play che vede protagonista il TE Travis Kelce e che porta i suoi nella metà campo opposta;non c’è il tempo per i tifosi Vikings di pensare alla buccia di banana su cui stan per scivolare dopo un primo tempo dominato che su corsa di Charcandrick West il rookie Danielle Hunter mette le mani sull’ovale e provoca un fumble immediatamente ricoperto dal compagno Brian Robison che consegna la vittoria ai Vikings,la terza di questa stagione e tutte tra le mura (semi)amiche dello stadio universitario.
Complessivamente l’attacco lascia molto a desiderare complice un gioco di corsa che non riesce ad esser perforante come suo solito, Peterson chiude la partita con 60 yard corse in 26 portate e la cosa che lascia ancor più sorpresi è che delle 26 corse ben 19 si son chiuse con un guadagno di 2 o meno yard, segno di una linea offensiva che complice la prolungata assenza del centro John Sullivan e del RT Phil Loadholt non è mai riuscita ad aprire varchi che permettessero ad All Day le sue solite scorazzate. L’unica nota positiva della giornata in attacco è la crescita del rookie scelto al 5° giro Stefon Diggs(7 ricezioni e 129 yards), l’ex WR di Maryland sta sfruttando al massimo l’occasione concessagli dall’infortunio di Johnson e ha mostrato di aver già un ottimo affiatamento con Bridgewater confermando quanto di buono fatto intravedere già all’esordio a Denver, affiatamento col QB che purtroppo continua a non avere Cordarrelle Patterson che da l’impressione di essere sempre più un corpo estraneo a questo attacco.
Sul fronte difensivo invece le note positive son molte di più,certo va detto che l’attacco che si aveva di fronte non è tra i più impegnativi della lega,ma ancora una volta la vittoria come riconosciuto da tutti a fine partita è essenzialmente per merito della difesa, a cominciare dai due rookie Kendricks e Hunter che al loro esordio da titolare in NFL timbrano il cartellino con un sack a testa,il primo guida la squadra in tackle(10),il secondo come detto provoca il fumble che alla fine risulta decisivo per la vittoria.Anche la linea difensiva nonostante l’assenza di Griffen si rende protagonista di una prestazione importante,avendo sempre il controllo della LOS e impedendo a KC di costruire un solido running game,su tutti spicca Shariff Floyd autore oltre che di un sack anche di un placcaggio che ha impedito ai Chiefs di chiudere un quarto e inches a poche yard dalla endzone. Ultima nota di merito per il nickel CB Munnerlyn che sfoggia un’altra prestazione difensiva al limite della perfezione sia in coverage che in run support,e a questo punto ci viene da chiedere chi fosse quello che l’anno scorso giocava(in maniera sciagurata)con lo stesso numero…un parente scarso?Stranamente impalpabili e al di sotto dei loro standard abituali sia Anthony Barr che Harrison Smith,mentre Andrew Sendejo ripresosi il posto da titolare a safety dopo un infortunio ancora una volta non ha convinto a pieno ricordando a tutti come quella sia una posizione da migliorare in futuro per diventare davvero una difesa elite.
Una vittoria in definitiva che non convince appieno,soprattutto lascia perplessi l’atteggiamento di sufficienza col quale si è giocato in alcuni frangenti:l’ atteggiamento del gatto col topo che una squadra che vuole crescere e che ancora non ha ottenuto nulla non può permettersi,né oggi né tanto meno domenica prossima se vuole andare a sbancare Detroit nella prima di due trasferte divisionali che il calendario mette davanti.
[Thor]

