Week 6: Chicago Bears @ Detroit Lions recap

Una brutta partita, ecco tutto quello che occorre sapere a proposito di Bearsat Lions di domenica scorsa.
Due squadre perdenti, mal organizzate, caotiche e poco concrete si affrontano quasi per inerzia in un Ford Field semivuoto, chiaro segnale di come va bene che il football è sempre il football ma se ad incontrarsi son due squadre mediocri, forse è meglio una gita al parco con la famiglia.
E la gita al parco sembrava la stessero facendo anche i due team scesi in campo.
I Bears si presentano a Detroit sul 2-3 e, per non imbarazzarli troppo, i Lions li accolgono dall’alto del loro 0-5; la cosa stupefacente è che il record migliore, se così si può chiamare, ce l’ha la squadra col Coaching Staff esordiente, la quale non pretende nulla dauna stagione di calcoli e ricalcoli, prove e riprove, mentre quelli a secco sono i Lions di Stafford, Tate e Johnson i quali, ormai da due anni, dovrebbero essere al top della lega stando ai proclami fatti dalla dirigenza e al valore dei singoli in campo.

Sul turf Matthew Stafford ha comunque dimostrato di saper reagire alla panchinatura di week 5, completando 27/42 per405 yards e ben 4 TD e un INT, mentre dall’altra parte JayCutler si è fermato a 353 yards, 1 TD e 1 INT, nonostante abbia completato 26 passaggi su 41; ovviamente quell’INT di JayCutler è costato caro ai Bears che hanno subìto una segnatura al termine del drive avversario che ne è scaturito.
Sul piano delle corse, invece, Chicago domina la partita con Matt Forte che corre 59 yards e segna un TD e Jeremy Langford che porta la palla in tutte le situazioni di corsa corta, segnando anche un TD da una yard.

Per tutta la partita Bears e Lions si alternano nelle segnature grazie a due attacchi che girano piuttosto bene contrastati da altrettante difese piuttosto disorganizzate; Moore apre le danze per Detroit ricevendo un pass da 20 yard di Stafford dopo circa 10 minuti di gioco a cui risponde Gould con un FG da 27 yard meno di un minuto dopo.
Il secondo quarto si apre con la già citata segnatura da una yard di Langford seguita dal TD di Wright servito da Stafford che lancia dalle otto.
L’attacco di Chicago gira meglio di quanto le stats non mostrino ma si rivela poco concreto quando è ora di andare in End Zone e l’unica reazione al TD avversario è un altro FG di Gould che centra i pali dalle 23 yard.
Poco prima di andare negli spogliatoi, ecco l’azione che farà parlare di se in settimana: Stafford per Tate dalle due yard che agguanta il pallone, entra in End Zone e dopo un passo e mezzo perde il pallone, artigliato dalla mano di Kyle Fuller e intercettato in aria dal LinebakerLaRoy Reynolds prima di essere atterrato nella propria area di meta. Gli arbitri chiamano un Intercetto ai danni dei Lions ma dopo la review cambiano la chiamata in TD appoggiandosi alla tanto criticata “Catch Rule” che, di fatto, equipara un receiver ad un corridore nel momento in cui riceve prima della linea di Touchdown ed entra in End Zone col pallone in mano, facendo “morire” l’azione nel momento stesso in cui varca la linea.
Secondo questa regola, quello di Fuller non è un fumble su palla attiva e quello di Reynolds non è un intercetto; TD valido e Lions in grande vantaggio.

Il terzo quarto, uno dei più brutti di sempre, si esaurisce in un Field Goal per parte e la distanza fra le due squadre resta invariata.
L’ultimo periodo, invece, vede un ribaltamento di fronti con l’attacco di Detroit che si impoverisce arrendendosi ad un ottimo gioco imposto dalla difesa di Chicago mentre JayCutler tenta il terzo comeback di fila seminando panico in una difesa Lions piuttosto addormentata.
Jeffery apre le danze ricevendo da Cutler un lancio di 11 yard a cui segue il primo TD di giornata per Forte che entra in End Zone dalle due yard.
Detroit, rediviva per due drive consecutivi, risponde con un altro calcio di Prater e con un TD pass da 6 yard di Stafford per Johnson; Megatron, in gran giornata domenica, non era ancora incredibilmente entrato nella End Zone avversaria nonostante l’ottima partita disputata che lo porterà alla fine a collezionare 166 yard totali, di cui 56 registrate durante la giocata chiave del match.

In un eccesso di conservatorismo lo Staff di Detroit sceglie di trasformare da uno riprendendosi un risicato vantaggiodi tre punti su Chicago che la squadra ospite annulla grazie al sempre presente Kicker Robbie Gould il quale chiude i tempi regolari segnando l’ennesimo FG, sta volta dalle 29, che vale l’Over Time.
Purtroppo però il tempo addizionale dura poco e, nonostante una certa fatica ad ingranare, Stafford sbanca la stanchissima difesa avversaria trovando con un razzo da 56 yard il suo target preferito, quel Calvin Johnson che non dropperebbe un pallone del genere neanche con le dita mozzate e che, in aggiunta, viene inspiegabilmente lasciato soloalle cure del rookie Harold Jones-Quartey, mentre Kyle Fuller lo molla per tornare verso la Linea di Scrimmage dove il front seven ha, in realtà, un discreto controllo della situazione.
A quel punto, solo una ventina di yard separano i Lions dalla prima vittoria stagionale; su 1&10 Stafford riceve lo snap e scivola perdendo un paio di yard e consegnando a Prater la possibilità di chiudere il match: il calcio dalle 27 è buono e la partita si chiude: 34-37 Lions in Over Time.

Brutta partita, come detto, che non cambia praticamente nulla nella NFC North: i Lions restano ultimi con un record di 1-5 mentre i Bears li precedono di poco fermi sul 2-4.
Detroit ha vinto la partita ma secondo il personalissimo giudizio di chi scrive ne è uscita peggio degli avversari: se da una parte i Bears sono una squadra in piena rivoluzione con molto da valutare e poco o niente da perdere, dall’altra i Lions erano attesi ad una conferma ad alti livelli, mentre la loro prima vittoria stagionale arriva con un avversario di scarse pretese e per di più all’Over Time.
La squadra di Stafford si conferma confusionaria e piena di problemi mentre Chicago esce sconfitta dal match con alcune buone notizie: su quattro sconfitte questa è la terza ad arrivare per un soffio e durante la quale si son viste parecchie buone cose. L’attacco, volendo, funziona e al netto dei Tournover, eterna croce degli orsi, sembra sulla buona strada per trovare un assetto definitivo mentre la difesa continua ad innalzare il livello del proprio gioco creando cambi di possesso e mettendo pressione al QB avversario.
Purtroppo però la strada è ancora lunga, soprattutto se si guarda alla secondaria in totale balia del gioco aereo e dei big play avversari.

Ad ogni buon conto, i due coaching staff hanno tutto il tempo del mondo per pensarci: la North 2015 è una questione tra Packers e Vikings, con Green Bay largamente favorita.