NFL Week 7 Recap: Houston Texans @ Miami Dolphins

L’avevamo chiamata “The Battle For The Resurrection” e in effetti una squadra è risorta nel migliore dei modi, cercando di continuare al meglio la propria stagione. Ci sono due problemi però. Il primo problema è che, se una squadra è “risorta”, l’altra, al contrario, ha ulteriormente peggiorato la sua discesa verso gli inferi. Il secondo problema è che, quest’ultima squadra sono i Texans.
I Texans infatti soccombono nella sconfitta per 26-44 contro i Miami Dolphins in una partita che ha vergognosamente messo in luce tutti i problemi della squadra texana.
I texani a inizio gara praticamente non entrano in campo e dei Dolphins in versione “nessuna pietà” ci mettono il loro per trasformare la partita in una vera carneficina.
Aggiungiamoci un Ryan Tannehill perfetto (no sul serio, record nfl history di completi consecutivi) autore di una partita 18/19, 282 yards e 4 TD, e il risultato è un first half che si chiude 41 a 0 per i Dolphins con 3 TD da più di 50 yards.
Scritto questo in realtà l’articolo potrebbe anche finire qui; tuttavia, anche se spendendo poche parole, vediamo di analizzare la squadra al completo.

-OFFENSE-

QUARTERBACK

Partiamo con un aneddoto che ha poco a che fare con la partita, ma che vale la pena ricordare. Ryan Mallett è costretto ad arrivare a Miami autonomamente con un volo commerciale perchè, poverino, ha fatto tardi all’appuntamento con il team che è partito senza di lui. Questo per dimostrare ancora una volta la professionalità del ragazzo che fa il muso quando viene lasciato fuori dal campo.
Detto questo, almeno per questa volta purtroppo, il suo collega Brian Hoyer non gioca una gran bella partita. Certo, chiude comunque con 273 yards e 3 TD, ma gran parte di questi numeri vengono messi, come contro i Falcons, contro le seconde linee dei Miami, quando ormai rimaneva davvero poco da giocarsi. In ogni caso lancia anche un intercetto ed è autore di 2 fumble. Il dato più preoccupante è quello “0” nella casellina “first downs” alla chiusura del primo quarto! Non una gran partita quindi per Hoyer, anche se non è il solo ad avere colpe.

RUNNINGBACKS

Praticamente il nulla. Anche in questa partita la produzione del reparto corse è quasi irrilevante. Un totale di 71 yards, di cui 59 solo di Arian Foster che mette a segno anche un TD (2 in realtà considerando anche quello su ricezione).
Purtroppo ancora una volta il running game non è riuscito ad essere incisivo e d’aiuto nell’attacco texano. Evidentemente ci saranno anche dei problemi di playbook che O’Brien e sfaff dovranno cercare di risolvere, perchè con un running game così non si va da nessuna parte.
La vera terribile notizia che arriva su questo fronte riguarda proprio Foster. La stella dei Texans infatti è costretta ad abbandonare il campo prima del termine della partita; il verdetto di qualche minuto dopo è “strappo del tendine d’achille, fuori per il resto della stagione”. Una notizia devastante, forse la peggiore, che non fa altro che gettare benzina sul fuoco sulla situazione dei Texans. E’ davvero un peccato per il povero Arian, che appena tornato, sia già costretto a salutare il campo per tanto tempo. Gli infortuni lo hanno tormentato sin dall’inizio della sua carriera e purtroppo non hanno ancora smesso di farlo.

RECEIVERS / TIGHT END

I Dolphins hanno dimostrato al resto della NFL un fatto che già molti sospettavano, ma che ora è stato pienamente confermato: una volta trovato il modo per annullare DeAndre Hopkins (con un’incessante marcatura stretta, spesso raddoppiata), rimangono davvero poche armi all’attacco texano. Con il giovane WR sempre marcato, infatti, è il veterano Nate Washington l’unico che riesce a mettere qualcosa di buono (127 yards, 2 TD), insieme a Foster, su cui i Texans non potranno più fare affidamento. Il resto dietro a questi due nomi è davvero poca cosa e il TE, quando usato, droppa la palla che causa l’intercetto.
Tra l’altro, come detto prima, questi numeri comunque arrivano a partita già ampiamente chiusa, mentre quando ancora c’era da giocarsi qualcosa (quindi solo nel primo quarto) i Texans non riescono a prendersi nemmeno un primo down. Sinonimo importante di cosa siano davvero questi Texans in attacco.

OFFENSIVE LINE

I complici di quel primo quarto senza primi down sono da cercarsi in ogni reparto dell’attacco, e la linea offensiva non è da meno. Prestazione davvero da dimenticare da parte di tutto il reparto che non ne fa davvero una giusta, non riesce ad aprire varchi per i propri runnning back, non limita quasi per nulla la difesa dei Dolphins, Suh per primo, impedendo ad Hoyer di trovare il tempo per lanciare e concedendo 4 sack, che portano anche a 2 fumble.

-DEFENSE-

In questa occasione parleremo della difesa nella sua interezza senza analizzare reparto per reparto, vista la situazione. D’altronde cosa si può dire di una difesa che concede 6 touchdown, tutti nel primo half, dei quali 3 solo nel primo quarto?
Infatti non perderò troppo tempo a parlare di cosa non ha funzionato nella difesa texana contro i Dolphins, è semplice: tutto.
Facciamo prima a dire cosa c’è stato di positivo: il solito JJ Watt (non l’avreste mai detto, vero?), che nonostante le solite double coverage che ormai sono diventate la tattica di ogni squadra avversaria, chiude comunque con 6 solo tackles, 1 assist tackle e 2 sack. L’altra nota positiva arriva dalla parte opposta, Jadeveon Clowney infatti torna dall’infortunio e chiude con 7 solo tackles, 1 assist tackles e 1 sack.
Tolti questi 2 fenomeni, il resto è un dramma. Lamar Miller corre per 175 yards e segna un TD da più di 80 yards, le secondarie, sia sulle corse che su lanci, sembrano non avere la minima idea di cosa stia succedendo in campo.
OK, in questa difesa mancava qualche nome importante e nessuno se l’è dimenticato, ma ciò non è comunque una scusa valida per motivare una figuraccia tale contro una squadra che ha sì giocato bene, è sì sulla via della ripresa, ma non è ne Green Bay ne New England.

Insomma, una botta tremenda per la squadra di Houston che poteva vedere in questa partita l’inizio della propria ripresa. Nessuno aveva detto che sarebbe stato facile, ma una catastrofe tale contro i Dolphins non era pronosticata da nessuno.
E’ davvero una brutta sconfitta su tutti i fronti per i Texans che in una sola partita: dimostrano di essere una squadra estremamente fragile mentalmente; perdono Arian Foster per il resto della stagione, compromettendo il cammino futuro; e perdono l’occasione di agganciare i rivali Colts, sconfitti dai Saints, al primo posto in divison (sì, perchè la AFC South è talmente ridicola che nonostante tutto i Texans possono ancora puntare ai Playoff con un primo posto in division).
La preoccupazione purtroppo è che questa occasione sprecata, insieme ai tanti problemi visti in campo e una perdita enorme come quella di Foster, determinante sia su corsa che su ricezione, compromettano ancora di più la già difficile stagione dei texani. Qualche tifoso chiede già a gran voce il tank per arrivare ad un quarterback nel prossimo draft, qualcun’altro confida ancora nelle enormi debolezze della AFC South per togliersi qualche soddisfazione, e voi da che parte state?