Week #7: Tampa Bay [email protected] Redskins recap

Cominciamo con la cosa più importante. Anzi fondamentale. Abbiamo vinto. A compensare le tante volte che siamo stati in condizione di farlo ed alla fine ci siamo persi, questa volta è andata bene. Diciamo subito che i due quarterback hanno giocato molto bene, Jameis Winston (21 su 29;97 yds e 2 TD) sempre connesso con i suoi ricevitori, il solito Mike Evans, soprattutto, 8-164-1; Kirk Cousins con un sorprendente 33-40 con 317 yds e 3 TD, con Jordan Reed a 11-72-2. La partita ha avuto due volti, l’inizio in mano ai Buccaneers, che maramaldeggiavano nella secondaria, soprattutto con Evans e correvano ripetutamente, come spesso accade ultimamente, con i loro back,( alla fine Doug Martin avrà 136 yards su 19 corse e Sims 49 su 10), mettendo in mostra un altro nervo scoperto di Washington. Il safety Kyshoen Jarrett è andato in ritardo nelle chiusure su Evans e sul TD di Dye, anche Will Blackmon è in ritardo e battuto sul TD di Evans e Morgan Moses si è fatto battere nettamente nell’uno contro uno dal DE Jacquies Smith, facendo generare il fumble che è valso un altro TD. Tutto secondo le regole Redskins. Però, complice una minore spavalderia dei Bucs e una scelta abbastanza sensata del coaching staff, la partita è stata rimessa in bilico. Si sono abbandonate le corse, come sempre disastrose, 50 yards alla fine, e il tragico run first, per incidere con il pass nella secondaria dei Tampa che apparsa tutt’altro che irresistibile, principalmente nello slot dove Jordan Reed, Pierre Garcon (5-55), Ryan Grant (3-54) Andre Roberts (3-49) e soprattutto Jamison Crowder (5-48) hanno continuato a pescare primi down, (alla fine 27 contro i 21 dei Bucs), incrinando la difesa e riuscendo ad impedire la gestione del tempo che sarebbe stata indispensabile per amministrare la partita.
Una nota la merita Will Compton. Sia Keenan Robinson che Perry Riley, Jr., hanno lasciato per infortunio e Compton può giocare in entrambe le posizioni; gode della fiducia del coaching staff, in virtù della sua velocità, alle volte perde qualche tackle ma mette insieme un gioco solido.
Un punto veramente importante, che alla fine potrebbe aver fatto differenza e non poca, tra le due squadre, (visto che in yards guadagnate i Bucs sono stati ampiamente davanti e di più di 120 yards), sono state le penalità: ben 16 per 142 yds per Tampa ed alcune realmente decisive contro le 4 per 20 yds degli Skins. Quello che è spesso stato un dato negativo, finalmente è stato un punto a favore. La cosa, soprattutto che salta agli occhi, anche questa volta, è che questa squadra è composta da giocatori che sembrano meno rassegnati del solito alla sconfitta. Anche sotto di 24-0 hanno continuato a lottare ed a complimentarsi per i giochi positivi, cosa che accadeva di rado nelle ultime due annate. Non c’è lo spirito del pugile chiuso nell’angolo a sperare nel gong, ma quello del boxer che le prende ma che perlomeno cerca di ridarle, senza alzare la bandiera bianca. E con la prestazione maiuscola di Jordan Reed, che appare come uno dei migliori TE in Red Zone della NFL, chiudiamo le note positive.
Perché la verità è che abbiamo vinto, tra mille difficoltà contro i Buccanieers, non contro Cincinnati, e che abbiamo rischiato un naufragio tragico che avrebbe, probabilmente, trascinato a fondo Gruden e il suo quarterback. La difesa ha ceduto 587 yards sulle corsa nelle ultime tre partite. Spessissimo quando la squadra si allinea nella Nickel e i linebacker si posizionano a tre punti. Questo problema ormai è vecchio di alcune partite ma il coaching staff non sembra riuscire a porre rimedio, indubbiamente dipende anche dal parco giocatori, e dalle capacità che gli stessi hanno nei movimenti pre-snap, ma con questa spina del fianco nel futuro, sarà sempre molto difficile portare a casa le vittorie. Ai problemi di lettura dell’attacco avversario, spesso foriero di cattivo posizionamento, va unita una propensione della difesa alla perdita dei tackle, forse anche perché i gap sono troppo aperti, ma alla fine il dato di yards dopo il contatto è di 214 yards nelle ultime due partite, contro le 227 concesse nelle prime cinque. Qualche OC ha evidentemente trovato il grimaldello per aprire la difesa, e questo è un problema. Il miglioramento difensivo è indispensabile, e lo sarebbe anche nella pass rush, che risulta impalpabile anche semplicemente nella pressione al quarterback che nelle prossime settimane saranno Brady, Brees, Newton, Eli Manning e Romo. Senza sistemare, in qualche modo le tre linee questa vittoria rischia di trasformarsi in un lampo nel buio. Dopo i Patriots, la quadra affronta, probabilmente sul 3-5, i New Orleans e Carolina fuori, prima dei casalinghi scontri contro Giants e Cowboys. Se la linea dei sette non risolve i suoi problemi, il rischio è finire il ciclo in una 3-9.
Altro grandissimo problema, questo volta nel lato offensivo, sono le corse. Ormai il run heavy non esiste più e se i Redskins vogliono vincere devono affidarsi al pass. E’ andata bene questa volte con una complicità evidente della difesa dei Bucs, ma affrontare secondarie più attrezzate senza piano B rischia di portarci malissimo, soprattutto se Cousins non si ripete a questi livelli, anche considerando che l’attacco sul pass che il coaching staff ha pensato per lui si basa sulla play action e sul bootleg, che potrà diventare un problema se si affrontano difese arrembanti nei blitz o nella pass rush e se la corsa non è credibile. Sarà perlomeno lenitivo del problema il recupero di DeSean Jackson, con la sua capacità di proporre una costante minaccia profonda al team come nessun altro nel roster. Anche se non prende la palla è sempre utilissima la sua presenza per allungare le difese in campo aperto. Sulle corse offensive, che sono così di schianto precipitate, ponendo soprattutto Alfred Morris nell’occhio del ciclone, un dato salta agli occhi: le yards prima del contatto. Nelle ultime tre partite, Morris ha guadagnato solo 9 yards in tutte le tre, prima del contatto, e questo dà il dato sui come vengono aperti i gap. Solo nella gara inaugurale della stagione, Morris aveva guadagnato 75 yards prima del contatto.
La ripresa contro i Patriots può funzionare come un altro bye per i giocatori convalescenti. Inutile rischiare qualche talento acciaccato, in una partita dall’esito scontato. Questo vale per DeSean Jackson, che sembra lottare con un infortunio più ostico del previsto, anche per Ryan Kerrigan che vorrebbe giocare, ma che sarebbe meglio rimettesse a posto per bene il suo polso. La secondaria dovrebbe ritrovare qualche pezzo come Chris Culliver e DeAngelo Hall mentre l’infortunio a Breeland sembra complicato e non sarebbe male fermarlo per un paio di settimane. Il Centro Kory Lichtensteiger è molto fiducioso circa il suo possibile ritorno dopo la settimana bye.