Londra. Atto Terzo.

I tifosi italiani si domandano se un giorno la NFL arriverà nello stivale (e la risposta negativa a medio termine l’ha data Giovanni Ganci QUI), e la lega intanto approfondisce i suoi contatti con l’Inghilterra per le sue International Series, raggiungendo un accordo di tre anni a partire dal 16 con lo splendido impianto di Twickenham (foto in alto), gestito dalla Rugby Football Union e teatro solamente qualche giorno fa della coppa del mondo di rugby.

Secondo l’accordo, l’impianto situato nel sudovest di Londra, ospiterà tre match nell’arco del triennio 2016-2018 con possibilità di ospitarne altri due in tale periodo. Twickenham, sorto su un terreno acquistato dalla RFU nel 1907, ha una capacità di 82.500 posti ed ha ricevuto l’ultimo restyling nel 2006 quando la South Stand è stata “pareggiata” al livello degli altri tre lati, rendendo l’ovale dell’impianto completamente chiuso.

Londra è decisamente un luogo che alla NFL piace, ed il tempio del rugby è il terzo impianto cittadino che sigla accordi con la lega americana, piuttosto soddisfatta dalla risposta di pubblico di queste International Series, che hanno fatto segnare l’affluenda più alta della NFL 2015 se si escludono le gare casalinghe dei Dallas Cowboys all’AT&T Stadium.
Di conseguenza, dopo la riconferma di Wembley, per due gare stagionali per altri cinque anni, di cui una come “stadio di casa” dei Jacksonville Jaguars; e l’accordo con il Tottenham Hotspur per due gare a stagione dal 2018 per dieci anni nel nuovo impianto da 61.000 posti che aprirà proprio nell’estate 2018, attualmente denominato Northumberland Development Project.

NFL Pitch View at Night
Una immagine ipotetica dell’impianto degli Spurs dedicato alla NFL.

Facciamo un rapido calcolo: nel 2016 almeno tre gare (Wembley x2, Twickenham), nel 2017 almeno tre (idem), nel 2018 almeno cinque (Wembley x2, Twickenham, Tottenham x2), nel 2019 almeno quattro (Wembley x2, Tottenham x2). L’offerta per i tifosi si sta facendo interessante come ampiezza. La lega ha evidentemente due obbiettivi: il primo è piuttosto chiaro, ovvero fare cassa, e Jacksonville con 82.000 spettatori in casa non li farebbe nemmeno se ci fosse l’ingresso gratis più buffet a metà prezzo. Il secondo non è dichiarato ma intuibile, ovvero capire se la capitale londinese è in grado di riuscire a raccogliere più di 80.000 presenze per un numero di gare stagionali che si avvicini a otto.

Perche otto? Perchè è il numero di gare “home” che ogni squadra di NFL gioca in casa in una stagione. Verificare che la capitale londinese sia in grado di attrarre tale quantità di tifosi in una stagione è il primo passo per pensare al trasferimento di una franchigia oltreoceano. Ma stando al conto della serva che abbiamo fatto, questa verifica non terminerà se non oltre il 2020, quindi siamo ancora lontani dal veder giocare in NFL, una squadra tipo London Kings o London Monarchs, tanto per ricordarsi della NFL Europe, ultimo esperimento di football professionistico ad alto livello (ed alte spese) provato nel vecchio continente.

Contestualmente alle International Series, Londra fa partire una serie di iniziative correlate all’interno della città, questa è la celebre Trafalgar Square, completamente dedicata ai tifosi di football.

NFL Europe, che fu preceduta dalla World League of American Football cessata nel 1997, non riuscì mai a superare le ventimila presenze di media se non, d’un soffio, nella sua stagione di chiusura, il 2007, questa scarsa affezione per una lega sviluppatasi in gran parte in Germania, pose le basi per una revisione della strategia di NFL nei confronti dell’Europa, che inaugurò le International Series proprio l’autunno seguente. Queste ultime, a livello di pubblico, si sono dimostrate sicuramente un successo, scendendo sotto le 81.000 presenze a gara una sola volta, nel 2011 per [email protected] (oltre 76.000 spettatori, comunque).

Di solito, l’argomento del “trasferimento” soprattutto tra i media europei che si dedicano alla NFL, si fa più frequentato subito dopo le International Series che segnano ogni stagione un successo di pubblico, di immagine e di introiti, sia per la NFL che per la città di Londra, forse non propriamente fortunata in quanto a clima a cavallo tra ottobre e novembre. La decennale allergia della NFL alle franchigie oltreconfine, quindi, per ora ha ancora la meglio sulle spinte espansionistiche, frutto come detto del fallimento della NFL Europe ma come scritto dalla Associated Press già nel 2012, non è impensabile che alla fine la “corazzata” di Roger Goodell sbarchi verso il 2025-2030 in Europa, a quanto pare il miglior terreno per questo tipo di iniziativa.