Week8: BENGALS 16 @ Steelers 10

Wow. Il football è strano. Si possono fare mille preview e poi si guarda la partita di domenica e tutte le certezze pre-partita vengono meno. Da una parte Andy Dalton e il suo arsenale di giocatori, ai quali molti dicono si debba dare il merito per il rendimento del QB da TCU protetto da una linea molto solida; dall’altra Big Ben, Antonio Brown, Martavis Bryant e Le’Veon Bell al completo. Risultato? 16-10 Bengals, 26 miseri punti, due soli TD totali.

Dire che gli Steelers erano al completo non è del tutto esatto, oltre a qualche problema in linea, Bell ha giocato meno di metà partita a causa di un bruttissimo infortunio al ginocchio che probabilmente lo terrà fuori per tutta la stagione, tuttavia vincere una partita segnando solo 10 punti è impossibile anche se la difesa è in giornata di grazia.

I tre intercetti di Big Ben (tutti nella sua metà campo) sono pesati molto sul risultato finale, ma anche i Bengals non sono da meno per quanto riguarda gli errori offensivi. Dalton si è trovato costantemente sotto pressione, a differenza del resto della stagione, 3 sack e molti hurry lo hanno costretto a liberarsi presto della palla prima che si potessero sviluppare le tracce dei ricevitori. E’ proprio per questo motivo che, diversamente dal solito, si è affidato principalmente ad AJ Green (11 ricezioni, 118 yard e 1 TD), con passaggi rapidi e corti, mentre non è riuscito a distribuire i palloni ai 4-5 target nelle diverse zone del campo come fa di solito. Oltre a Green, soltanto Eifert ha ricevuto più di 22 yard e 2 palloni, raccogliendo 39 misere yard nelle 4 ricezioni. Non che il gioco di corsa sia andato meglio, Jeremy Hill ha raggiunto solo la sufficienza con 60 yard in 15 portate ed è invece inspiegabile la scelta di non utilizzare Giovani Bernard, il leading rusher con una media quest’anno di 5.6 a portata. Bernard infatti ha corso solo una volta per 12 yard contro Pittsburgh, ricevendo uno showel pass da Dalton e chiudendo un terzo down cruciale. Il suo risicato utilizzo sia come portatore di palla che come valvola di sicurezza nelle screen è davvero inspiegabile ed è il motivo principale per cui per la prima volta quest’anno sono arrivate delle critiche serie al playbook di Hue Jackson, soprattutto se si pensa che ha avuto due settimane per preparare la partita.

Il primo intercetto di Dalton, a poche yard dal TD, è stata una pessima scelta sia come traccia in sé, una sorta di flat con la palla che però arrivava dall’interno, sia come lettura di Dalton che non vede il DB in spy. Nel secondo invece, su un terzo e lunghissimo, Dalton lancia una bomba da 60 yard, ma AJ Green, come spesso succede, non lotta a sufficienza per la palla, che viene intercettata. Sarebbe stato un big-play, ma ne risulta praticamente un punt anticipato. Più gravi sono gli errori su due snap del centro Bodine, che non causano turnover ma portano Cincinnati fuori dal raggio da field-goal, e le molteplici penalità offensive che complicano la vita a Dalton.

Sulla difesa c’è poco da dire, ottima prestazione, con la bella sorpresa per quanto riguarda gli intercetti, a cui non siamo molto abituati, 2 in mano a Reggie Nelson e uno spettacolare in tuffo per Shawn Williams. I problemi, in particolare il CB Kirkpatrick e il SLB Lamur rimangono, anche se, dopo il drive iniziale, è stato concesso davvero poco agli uomini di Tomlin, Eccezione fatta per la corsa da 55 yard di DeAngelo Williams, che ringrazia Lamur per essere andato a farfalle e avergli lasciato campo libero. (Complimenti a Dan Fouts che anche guardando il replay riesce a sbagliare i nomi dei giocatori, sempre sul pezzo).

La notizia migliore, più della vittoria, è il ritorno del probowl LB Vontaze Burfict, che era in forse per la partita, ma ha messo a segno due tackle nelle prime due azioni della partita, dimostrando che non gli serve essere al 100% per essere di gran lunga il miglior LB a roster. In compenso Maualuga dopo due azioni si è infortunato costringendo l’ex Arizona State a giocare più snap del previsto.

I migliori in campo sono senza dubbio i due calciatori, con il punter Kevin Huber che piazza la palla in modo da non fare mai ritornare Antonio Brown (3 TD su punt in carriera contro i Bengals) e il kicker Mike Nugent che mette a segno 4 field-goal, anche se uno di questi viene ricalciato per una falsa partenza e poi bloccato dagli avversari. Inoltre Nugent non consente nessun ritorno su kickoff a Archer grazie al supporto di Cedric Peerman che arriva più volte ad Archer sulle 10 yard avversarie.

Maualuga e l’OT Andre Smith sono gli unici in dubbio per la sfida di giovedì in casa con Cleveland, reduce dalla rimonta subita da Arizona. Mancheranno forse i DB Haden e Whitner, e Josh McCown domenica è uscito a causa del ritorno dei problemi alla spalla, la settimana corta potrebbe essere un problema grosso per Cleveland.