Jaguars al giro di boa
Giunti a week #8, in casa Jacksonville si può azzardare un bilancio di metà stagione, che si può considerare assolutamente in chiaroscuro.
Le gare
Intanto, possiamo guardare la classifica della division, non senza un senso di amarezza: Indianapolis e Houston sono in testa con un record di 3-5, seguiti da Jacksonville 2-5 e Tennessee 1-6. La mediocrità della division sta tutta in questi numeri, e se pensiamo che la nostra stagione è passata da sconfitte come quelle contro Tampa Bay e contro i Colts, si capisce come l’amarezza salga improvvisamente alla gola.
Contro i Panthers, dimostratisi poi una eccellente squadra, e contro i Patriots, che sono la forza della conference, c’è poco da dire, le sconfitte possono starci, ma la gara di Indianapolis, a portata di field goal non una, non due ma tre volte fa ancora rivoltare lo stomaco, così come quella a Tampa Bay, in cui il momentum è stato buttato alle ortiche dal fumble riportato in TD dai Buccaneers con Jacquies Smith a 15 secondi dalla fine del terzo quarto per il 31-24 per Tampa. E le scene orribili viste contro Houston, passata dal 10-14 al 31-14 in poco più di tre minuti grazie ad una penalità di Cyprien, una di AJ Cann su un 3&out ed un intercetto sulla prima giocata del drive?
La gara vinta contro i Bills sottolinea, se ce ne fosse ancora bisogno, i chiaroscuri, con un avvio sfolgorante, una seconda metà gara impresentabile ed un finale inaspettatamente tosto, per la seconda vittoria che, con pochissimi aggiustamenti, poteva tranquillamente essere la quarta di stagione.
Un po’ di statistiche
Bradley è arrivato come defensive coordinator di Seattle, si supponeva facesse un buon lavoro con la D#. Il problema è che subiamo valanghe di punti rispetto al nostro gioco difensivo: siamo la seconda peggior squadra per punti subiti (29.6), nonostante la difesa sia la decima migliore contro le corse (3,5 yard a tentativo, 725 yard subite in tutto), la ventesima contro il passaggio (1.847 yard), la tredicesima per TD-pass concessi (12), ma gli intercetti (8) ed i fumble (5) hanno portato la squadra al primo posto per ritorni in TD (quattro, che fanno 24 punti senza conversioni).
Sugli intercetti, occorre aprire una parentesi: Bortles, senza le sconfitte con Carolina e Houston, avrebbe tre intercetti. I cali di concentrazione sono evidenti ma il miglioramento è costante, l’anno scorso nelle prime sette partite ne fece 13 a fronte di 8 TD, qust’anno le segnature sono già quindici. Secondo PFF, Bortles è il 12mo miglior QB stagionale, davanti a gente come Brees e Rivers.
Merito suo e merito di due ragazzi su cui si sperava di poter ricevere soddisfazioni come Allen Robinson ed Allen Hurns, i due ricevitori sono tra i top-25 della stagione finora per PFF (il primo è 10mo, il secondo 21mo). Entrambi accreditati di 31 ricezioni, sono però ben diversi con il primo ricercato ben 71 volte, che ha portato big plays per una media di 17,2 yard a ricezione, primo in lega per ricezioni da oltre 20 yard, mentre il secondo è stato estremamente efficace con 31 ricezioni su 51 target ed un solo passaggio droppato contro i tre del compagno, ed ha messo numeri da tuttofare con buone prestazioni sia come numero di primi down che come TD, ma soprattutto come missed tackle, ben sei provocati. Sulla affidabilità vanno però spese due parole anche per Bryan Walters, 19 ricezioni su 22 target, zero drop.
L’attacco ha avuto altre notizie buone, per non dire molto buone, con T.J. Yeldon che ha già corso per oltre 400 yard in 101 portate, zero fumble e due corse da più di 20 yard, con sette missed tackles pur non avendo certo davanti una linea imperiosa.
Ah, la linea, tasto un po’ dolente. Guardie e Tackle non hanno certo brillato a livello individuale, si è salvato l’esperto centro Stefan Wisniewski da Oakland, che ha portato quantomeno tranquillità. 25 in pass blocking, 11ma in run blocking, con Jermey Parnell e A.J. Cann tra i messi peggio in questo reparto. Questa la veloce sintesi di una zona in crescita rispetto all’anno passato lasciò sackare il proprio QB ben 71 volte (4,4 a partita), e quest’anno in sette gare ha limitato il dato a 19 (2,7 a partita) che avrebbe bisogno di un paio di elementi di qualità per dare a Bortles quel tempo che serve per non andare fuori di testa e mettere palla in mano agli avversari
Secondo Stefano Menegaldo, che segue la squadra durante la stagione, Blake Bortles ha lavorato molto la scorsa off season per migliorare i suoi vistosi limiti palesati nella sua stagione da rookie conclusasi con più intercetti che TD e col peggior QB rating in assoluto. Indubbiamente il duro lavoro ha pagato e ora anche i suoi più accaniti detrattori cominciano a vedere in lui tratti di un franchise QB. Le statistiche confermano le buone impressioni date dal prodotto di Central Florida in campo. Sono infatti già 15 i TD lanciati che sono lo stesso numero di quelli segnati da lui e Chad Henne nella passata stagione. Se continuerà di questo passo a fine stagione ne avrà lanciati 35, un numero davvero notevole considerando che il record per un QB dei Jaguars è di 23 stabilito nel 2010 da David Gerrard. Bortles è anche in media per concludere la stagione con 4100 yards lanciate; non lontane dalle 4367 prodotte da Mark Brunell nel 1996 che sono tuttora il record della franchigia.
11 dei 15 TD lanciati da Bortles sono stati catturati dalle mani di Allen Hurns e Allen Robinson. I due ricevitori al secondo anno stanno raccogliendo cifre davvero importanti. Continuando così, infatti, Robinson chiuderebbe la stagione con 78 ricezioni 1339 yards e 14 TD, contro le 71 ricezioni – 12 delle quali da terzo down (T-3rd in NFL) – 1172 yards e 11 TD di Hurns.
Anche il gioco di corse sta dando buoni risultati, grazie sopratutto al rookie T.J. Yeldon e ai progressi dimostrati dalla linea offensiva allenata da quest’anno da Doug Marrone. L’attacco dei Jaguars sta viaggiando a una media di 19 punti segnati contro i 15 di media delle ultime 4 stagioni. I progressi quindi sono evidenti anche se ancora non sufficienti per far fare alla squadra il definitivo salto di qualità.
Tornando alla difesa, i numeri generali non appaiono così scandalosi, con un 16mo posto in total defense rispetto al 21mo di fine anno scorso, tuttavia è il gioco della difesa che lascia a desiderare, e secondo i dati di Pro Football Focus, Jacksonville rimane abbondantemente nell’ultimo quarto del ranking sull’efficienza della difesa. 25ma in run defense nel 2014, è scesa al 28mo posto quest’anno, in pass rush è passata dal 21mo al 24mo posto anche grazie alla perdita prematura di Dante Fowler Jr., mentre in pass coverage è passata dal 30mo posto al (udite udite) 29mo. L’ulteriore ridimensionamento della pass rush, già povera nel 2014, è data dal dato dei grade di PFF che vede Chris Clemons e Jared Odrick rispettivamente terzultimo e ultimo tra i 43DE che hanno almeno il 50 di snap giocati, per produttività in passrush,
E’ chiaro che questi numeri sono deludenti, sempre secondo Stefano Menegaldo, nella passata stagione era il reparto migliore della squadra, e le poche vittorie maturate sotto la guida di coach Gus Bradley erano per lo più merito della fase difensiva. Quest’anno c’è stata invece una preoccupante involuzione causata anche dai molti infortuni che hanno attanagliato l’intero reparto. Non è un caso che la difesa contro le corse è stata buona per tutta la stagione per poi piegarsi sotto i piedi di Doug Martin proprio nell’unica partita saltata dal MLB e vocal leader Paul Posluszny fondamentale nel fermare le corse avversarie (terzo in lega per stop percentage dietro a Jackson e Freeman di Indy) e autore già anche di due intercetti. Il gruppo dei LB resta il reparto migliore dell’intera difesa grazie soprattutto al talento Telvin Smith, secondo anno da Florida State, tra i dieci migliori 43OLB di stagione finora.
La linea difensiva è stata fin ora incapace di portare un minimo di pressione ai QB avversari e non è un caso che il giocatore con più sacks sia un CB, Aaron Colvin. Anche qui parte del problema arriva dagli infortuni, la terza scelta assoluta Dante Fowler Jr. era stato selezionato al primo giro proprio per questo motivo, ma ha sofferto la rottura del legamento durante il primo allenamento in maglia Jaguars ancora prima di firmare il suo primo contratto tra i pro. Ancora più grave è stata l’assenza di Sen’Derrick Marks che sta ancora recuperando la miglior condizione possibile dopo aver subito anche lui un infortunio al ginocchio durante l’ultima partita della scorsa stagione chiusa con ben 8,5 sacks.
Non dovrebbe quindi sorprendere che anche le secondarie abbiano sofferto durante questa prima parte di stagione con l’ormai cronica incapacità di forzare fumble e d’intercettare i QB avversari; ancora zero pick quest’anno. Se le prestazioni dei CB Devon House e Aaron Colvin sono state comunque sufficienti, quelle delle safety non lo sono state altrettanto, un giocatore come John Cyprien ad esempio guida la lega per missed tackles nel ruolo di safety.
Cosa aspettarsi?
Jacksonville deve giocare ancora nove gare quest’anno, di cui quattro all’EverBank Field. Viste le forze messe in campo dalla AFC South, non vanno certo messe perse in partenza le due gare contro Tennessee, quella a Houston e quella in casa contro Indianapolis. Discorso diverso per le extra-division dove le trasferte a New York sponda Jets, e Baltimore e New Orleans si annunciano tutt’altro che semplici. Rimangono le gare con San Diego, forse abbordabile, ed Atlanta il cui esito dipenderà molto dalla situazione con cui arriveranno le squadre all’appuntamento.
Purtroppo non è pensabile andare oltre altre due o tre vittorie, e terminare la stagione 5-11, in una annata che già oggi appare di occasioni perse, sarebbe di nuovo molto mesto. E’ un peccato vedere di nuovo nero per l’ennesima stagione, ma i periodici blackout che subiscono interi reparti per intere mezze gare, danno l’impressione di potersi ripresentare tranquillamente, e con buona cadenza, da qui a fine stagione.
Personalmente non amo le squadre che licenziano continuamente i coach senza lasciarli esprimere, ed a maggior ragione Bradley che ha avuto diverse sfighe difensive, però il ragazzo dà l’impressione di cadere in ingenuità di gestione che mi lasciano perplesso. Per una squadra giovane e, a mio avviso, di potenziale come Jax, occorrerebbe un vecchio volpone. Fermo restando che, alla fine della fiera, per dare continuità al progetto, Bradley dovrebbe essere confermato a fine stagione per almeno un ulteriore anno.
E poi, si vedrà.

