Week #9: Falcons @ 49ers recap

L’atra metà della stagione 2015 di San Francisco parte com’era iniziata la prima: con una vittoria. Vittoria sorprendente, date le premesse tutt’altro che incoraggianti: con un record di 2-6, il QB titolare Colin Kaepernick spedito a ossigenarsi in panchina, e un beniamino come Vernon Davis ceduto a Denver, sembrava esserci poco spazio per il football al Levi’s Stadium, semi-vuoto al punto che poltrone da oltre mille dollari vengono svendute a un centinaio da tifosi legittimamente delusi.

Mentre il neo-Bronco speculava, Deion Sanders riecheggiava il malcontento popolare verso il GM Baalke e il CEO York, e l’idea di Blaine Gabbert promosso per via della debole pass rush di Atlanta dispensava sorrisi tra gli addetti ai lavori. Persino Jim Harbaugh si era concesso un’allusione ai suoi ex-spogliatoi. Tuttavia, la partita è cominciata proprio da qui. E pur sembrando un treno impazzito, il coaching staff dei Niners ha abbozzato un piano per quella che pareva solo l’ennesima sconfitta annunciata.

I Falcons arrivavano in California da 6-2, forti di armi chiamate Devonta Freeman e Julio Jones – rispettivamente miglior runner e miglior receiver della NFL – e di un Matt Ryan tra i top quarterback della lega. I 49ers, invece, si erano segnalati per una sfilza di brutte sconfitte e infortuni: ai noti Hyde, Bush e Davis tra i RB, in settimana si erano aggiunti Boldin (tendine) e i CB Brock (tibia), Acker (acciacchi vari) e Reaser (anca) in una secondaria già minata da altre assenze.

Dopo aver integrato Pierre Thomas e il nomade Shaun Draughn in free agency, qualche ritocco alla linea offensiva, ed attivato i CB Marcus Cromartie, Dontae Johnson e Chris Davis dalla practice squad, la Cenerentola di Santa Clara è infine scesa in campo, trasformandosi in una fenice da gridiron. Gabbert, al suo primo start in due anni, e al primo in rosso-oro, ha guidato un attacco redivivo, marcando due TD pass per Celek (1 e 11 yds) e un FG di Dawson dalle 44 yds contro un paio di FG ospiti e un TD conclusivo di Freeman che ha chiuso il primo tempo sul 17 a 13.

Nonostante la pioggia, per i Niners non ha piovuto sul bagnato. E coach Tomsula certamente concorda sul fatto che sia la difesa a vincere le partite. Con Ryan (303 yds, 1 TD) Jones (137 yds) e dei buoni ritorni di Weems a carburare Atlanta, sono stati proprio i giovani scudieri dei Niners, capitanati da un Navorro Bowman in grande spolvero (6 tackles, 1 assist, 1 sack), a tenere Freeman e soci sotto controllo colpo su colpo. Contenere le corse era lo stesso obiettivo dei Falcons, che nel secondo tempo hanno aggiustato le coperture. Un primo intercetto di Adams su un pessimo Jerome Simpson nel terzo periodo non cambierà la musica; il secondo… quasi.

Il drive che avrebbe potuto cambiare le sorti del match s’innesca con un altro intercetto di Beasley a un brutto passaggio laterale di Gabbert, e giunge sino al quarto down e una yarda dalla end zone dei padroni di casa, con tre minuti alla fine e due timeout. Coach Quinn spiegherà:

“Ho pensato che avremmo preso i tre punti, li avremmo fermati difensivamente e dopo li avremmo attaccati usando i due timeout.”.

Nella realtà, arriveranno solo i tre punti. Kendall Gaskins e Gabbert corrono a guadagnarsi due primi down, e costringono i Falcons ad abbassare le ali. Vittoria sorprendente, dicevamo; ma meritata.

Entrambe le squadre vanno così in Bye week. Dopo la sosta, Atlanta ospiterà Indianapolis (4-5), mentre San Francisco avrà tutto il tempo di preparare lo sbarco a Seattle (4-4) con rinnovato morale. Il bistrattato Gabbert (185 pass yds, 32 rush yds, 2 TD, 2 INT) si è meritato la riconferma con una prestazione tosta. Talmente tosta da assorbire con entusiasmo un casco a casco che ha attivato lo staff medico della NFL, rimandando in campo Kaepernick per un paio di giochi. Già, Kaepernick. Venerdì i piani alti asserivano di riporre fiducia nel suo futuro, poi sono ripartiti i leaks: trade o addio nel 2016. Sulla baia le nuvole sono ancora di casa.

[Franco Lo Forte]