Week9: Browns 10 @ BENGALS 31

Johnny Manziel può giocare quarterback in NFL, ne sono sicuro. Non lancerà forse 5000 yard a stagione, ma penso gli si possa costruire un attacco attorno. Nel primo tempo ha lanciato 11/18, 128 yard e un TD, nonostante la scarsa protezione della linea contro l’ottima D-line dei Bengals, ottenendo la maggior parte dei completi grazie ai rollout fuori dalla tasca, ma nel secondo ha fatto 4/15, 40 yard. Pare che Pettine all’intervallo gli abbia chiesto di stare nella tasca (e i risultati si sono visti), se poi aggiungiamo un gioco di corsa inesistente nel secondo tempo, non per gli scarsi guadagni, ma proprio perché hanno chiamato solo schemi di passaggio, e i ricevitori che droppano palloni facili (Gabriel in particolare), possiamo dire che Manziel è l’unico che veramente si salva in attacco. Avrebbe bisogno di un attacco simile a quello dei Seahawks, un gioco di corsa solido e la possibilità di giocare play-action e scramblare fuori dalla tasca, visto che comunque riesce tranquillamente a lanciare in movimento molto meglio di quando la tasca gli collassa addosso. La difesa aveva assenze importanti e non è riuscita neanche a forzare quei turnover che solitamente mascherano prestazioni deludenti.

La stagione per Cleveland è già finita, con record 2-7 dovrebbe vincerle tutte e sperare che altre squadre crollino per arrivare ai playoff. A questo punto sarebbe meglio iniziare a lavorare per l’anno prossimo e la prima domanda sarebbe proprio sul QB visto che McCown, che stava giocando bene prima di finire in infermeria, ha 36 anni. Non che il running game funzioni, nessun RB va oltre le 3,3 a portata e giovedì ci sono state solo 38 yard per Crowell, 31 per Manziel e 0 per Duke Johnson su 3 portate. Nel secondo tempo l’unica azione positiva dei Browns è stato il punt bloccato grazie alla gentile concessione di Lamur che ha lasciato entrare il suo uomo indisturbato. Quest’anno il LB numero 59 è davvero un disastro da tutte le parti.

Per i Bengals invece è funzionato tutto bene, a parte il punt sopra citato. Geno Atkins (6 sack) e Carlos Dunlap (8,5 sack) sono la coppia di pass rusher più prolifica della lega e se pensiamo che Cincinnati in solo 8 partite ha forzato 23 sack, contro i 20 dell’intera stagione scorsa, e di questi 23 uno è di Pacman Jones, mezzo di Lamur mentre tutti gli altri arrivano dalla linea (vengono mandati quasi sempre solo 4 uomini in blitz), possiamo iniziare a capire come mai l’efficacia di questa difesa è aumentata. Sulle corse c’è qualche problema in più, ma con il ritorno di Vontaze Burfict contro Pittsburgh e Cleveland, ci sono stati notevoli miglioramenti anche in quella direzione. E’ vero che il campione è limitato, ma nelle prime 6 partite Cincinnati ha subito circa 20 punti a partita, da quando è tornato Burfict sia Cleveland che Pittsburgh hanno segnato solo 10 punti.

L’altro dato sorprendente arriva dal lato infortuni, in questo momento ci sono più giocatori disponibili rispetto all’inizio della stagione, infatti oltre a Burict, sono rientrati lunedì dalla PUP il LB Sean Porter e il tackle first-round pick Cedric Ogbuhei che di fatto si allenerà per la prima volta con la squadra, reduce dall’infortunio di gennaio nel bowl con gli Aggies. Rey Maualuga e Andre Smith invece, infortunatisi domenica scorsa all’Heinz Field, al momento sono nella lista infortunati, ma Vincent Rey e Eric Winston non li hanno fatti rimpiangere. Il vero test per l’OT arriverà lunedì contro Houston.

Dopo la prestazione sotto tono in Pennsylvania l’attacco ha ripreso a girare bene, Andy Dalton (21/27, 234 yard, 3 TD) riesce a distribuire i palloni ai diversi ricevitori e si affida al TE Tyler Eifert in redzone. Il prodotto di Notre Dame, finalmente sano, sta soddisfacendo le aspettative e guida tutti i pass catcher con 9 TD stagionali. Uno di questi era addirittura destinato al second-round lineman Jake Fisher al quale Eifert ha negato il primo TD in carriera. Nel terzo TD Eifert invece ha mostrato tutta la sua agilità, notevole per un giocatore da 1,98 e 115 kg.

I due maggiori rammarichi per il TNF sono stati il TD negato a Marvin Jones da una pass interference (non chiamata) in endzone e l’intercetto droppato da Dre Kirkpatrick nel finale.

Spendiamo ora due parole su un argomento di cui non ho mai parlato: le divise. E’ vero che dopo aver giocato contro l’ape maia tutte le divise sembrano belle, ma ho particolarmente apprezzato Cincinnati in full-black e Claveland in full-white, il monocolore è tipico del college e raro in NFL, ma a me piace. Inoltre giocare in maglia bianca non è più obbligatorio visto che la TV a colori l’hanno inventata già da un po’. Nei prossimi TNF vedremo Buffalo completamente in rosso contro i Jets completamente in verde e altre due partite in cui si proverà questa piccola “rivoluzione cromatica”. Non essendo un grande sostenitore delle maglie bianche sono contento di questo possibile cambiamento, a patto che i colori siano fedeli ai colori originali delle squadre. In sostanza spero non si finisca a fare come nel calcio facendo giocare squadre di evidenziatori solo per vendere qualche maglia in più. Quest’anno Cincinnati ha giocato in arancione e pantaloni bianchi contro KC in maglia bianca e pantaloni rossi, insomma si può fare di meglio e soprattutto si dovrebbero vietare le calze bianche quando si gioca full-white, vero Mohammed Sanu? A parte gli scherzi, Sanu si merita una menzione particolare per la prestazione di giovedì, oltre alla reverse, trascinarsi due giocatori per due yard per prendersi il primo down non è da tutti, ma lo sappiamo che è più un giocatore da highlights, piuttosto che da 100 yard a partita.

Cincinnati partiva quest’anno con la seconda schedule più difficile della lega (dopo Pittsburgh), alcune squadre hanno deluso come KC, che si pensava potesse tener testa a Denver, Baltimore e San Diego, con le quali la partita è stata combattuta, ma il miglioramento c’è stato. Tre comeback (Seattle, Pittsburgh e Baltimore) nel quarto quarto e cinque partite dominate e controllate ci portano ad un 8-0 difficile da pronosticare. Inoltre è aumentata l’efficacia sui terzi down e in redzone e sono diminuiti i turnover. Le uniche partite per cui si partirà potenzialmente da sfavoriti saranno forse le trasferte a Denver e Phoenix, anche se penso che il rendimento dei Cardinals dovrà essere valutato più sulla seconda parte di stagione che sulla prima e Palmer riceverà un trattamento speciale dalla sua ex franchigia. Il bye alle wild card potrebbe non essere così difficile da ottenere visto che i Colts hanno battuta Denver, la quale si dovrà scontrare con i Patriots tra un paio di settimane e contro i Bengals alla week 16.

Lunedì notte arriverà Houston e in Ohio non ci sono bei ricordi legati a Hoyer (TNF dello scorso anno) ma i Texans sono tutt’altro che pericolosi, anche se non è mai saggio sottovalutare l’avversario. E’ ovvio che ci aspettiamo una vittoria e non perdere nessun giocatore chiave per infortunio a questo punto diventa tanto importante quanto portare a casa la partita.