Throw a monkey wrench in the works

Continua la pazza stagione in casa Eagles, che questa volta sprecano il vantaggio di 16-3 maturato nel primo quarto con due quarti centrali abulici e un ultimo quarto giocato con gli dei del football avversi. E dopo l’infortunio di Bradford qualcuno si chiede già se Sanchez può essere la risposta. Nel frattempo la stagione al giro di boa ancora fatica a decollare. Riusciranno gli Eagles a superare il fatidico scoglio del 50% di vittorie?

Sul 16-3 dopo un primo quarto perfetto la partita sembrava già chiusa. E invece, come spesso successo quest’anno, gli Eagles hanno cominciato a mettersi i bastoni tra le ruote da soli e hanno perso in modo roccambolesco la quinta partita della stagione. Eppure finalmente Bradford aveva fatto vedere una buona dose di consistenza e stava proseguendo sull scia di quanto fatto vedere nella sfida contro i Cowboys, aiutato da un gameplay finalmente più ispirato che ha coinvolto i TE per circa 200 yard totali. I numeri delle ultime due uscite : 44/61 72% di completi, 531 yard, 2TD e 0 INT.

Ma tal proposito la prima nota dolente della partita di ieri : delle 353 yard lanciate appena 75 sono state guadagnate dai WR. Le restanti 316 yard sono da dividersi tra TE e RB fuori dal backfield. C’è ancora molto da lavorare in questa direzione per quanto riguarda il gioco aereo, troppo sbilanciato sul corto yardaggio. Se Agholor è tornato a vedere il campo Cooper e Austin sono scesi per 96 snap complessivi ma terminando la gara con la bellezza di 0 catch. Per Cooper si deve risalire addirittura al 18 ottobre per vedere una ricezione. Ormai scende in campo semplicemente come bloccatore.

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Purtroppo ancora una volta il running game non supporta né toglie pressione dal gioco aereo. Sono state appena 2.3 le yard di media a portata ieri. Inaccettabile giocando contro la 31esima difesa contro le corse che aveva concesso 266 yard e 7.4 di media a portata settimana scorsa contro i Bills. Il pomeriggio disastrato continua poi in pass protection. La bella prestazione della OL e di Dennis Kelly da RT è stato evidentemente un miraggio nel deserto. La DL di Dallas non è stato un test probante per gli Eagles che sono stati demoliti da Suh, Vernon & co. che hanno collezionato 4 sack, 10 QB hit, 9 TFL, 3  fumble forzati, 1 concussion e 1 infortunio alla spalla per Bradford. Un disastro.

Dopo non aver segnato nemmeno un punto nei quarti centrali e essersi fatti bloccare un punt – che ha regalato agli avversari 7 punti chiave – nel quarto quarto gli Eagles hanno combattuto contro il fato. Il fortunoso TD di Landry prima, l’infortunio a Bradford poi e i due TD annullati infine (per pochi cm il primo di Austin e per un illegal shifting di Cooper, ininfluente ai fini dell’azione, il secondo) hanno chiuso una gara maledetta. E’ la seconda volta che gli Eagles perdono una partita per un FG abbordabile sbagliato (questa volta dalle 32…) ed è la seconda volta che un illegal formation toglie ad Ertz il TD della possibile vittoria (l’altro contro Washington).

Mark Sanchez merita invece un capitolo a parte perchè, come spesso lo scorso anno, è stato subito preso ingiustamente come caprio espiatorio. Se le sue difficoltà con gli handoff erano palesi e francamente imbarazzanti, difficile dire di più sul resto della prestazione. La sua buona mobilità ha nuovamente messo in luce quando un QB mobile possa fare bene in questo sistema e 14/23 per 156 yard sono cifre onestissime. Soprattutto se pensiamo che in un più di una occasione è semplicemente mancata l’intesa con Austin e Murray, non la lettura. La sua decente prestazione viene cancellata da quell’ultimo sanguinoso intercetto in cui le colpe però vanno spartite con un Austin sicuramente fuori sincrono con l’azione. Non mi sento nemmeno di biasimare Kelly per una chiamata che stata una garanzia in parecchie occasioni, e che a dirla tutta, vedeva Brent Celek come opzione libera anche se non in endzone. Semplicemente la difesa ha letto bene la situazione, gli uomini in attacco no. Di certo non si è perso per colpa di Sanchez, ma nemmeno si è vinto grazie a lui. Semplicemente rimandato.

E non si può nemmeno biasimare Sanchez quando in 30 minuti non si è corso e lanciato, e quindi segnato. E la sconfitta con i Dolphins è paradigmatica. Dovremmo poter battere Miami 10 volte su 10 e pensiamo quindi di poterlo fare, ma non lo facciamo perchè la realtà è che ad oggi non valiamo più di Miami. C’è da colmare questo gap al più presto.

Manuel Tracia