Week10: Texans 10 @ BENGALS 6
E’ arrivata la prima sconfitta per la franchigia dell’Ohio ed è stata tanto inaspettata quanto difficile da digerire. Innanzitutto è arrivata in casa, con una squadra tutto sommato modesta (nei risultati) che, nonostante l’ottima difesa, ha come limite l’attacco unidimensionale basato sull’asse Hoyer-Hopkins, anche se, con il record di 4-5, è in piena corsa per il titolo di division. Inoltre la difesa di Cincinnati ha limitato per la terza settimana consecutiva l’attacco avversario a soli 10 punti, statistica positiva rispetto ai 20 di media concessi nelle prime 6 (Burfict è tornato).
Dre Kirkpatrick ha giocato un’ottima partita, solitamente ha problemi contro le corse nelle quali Houston è molto carente, ma in copertura su DeAndre Hopkins ha fatto un ottimo lavoro, stesso discorso per Dennard che ha evitato un TD lanciato allo stesso numero 10.
Analizziamo le statistiche: 256 yard totali per entrambe le squadre, 70 yard di penalità per Cincinnati (prevalentemente dell’attacco) e 54 per Houston (prevalentemente interferenze difensive), ma la grande differenza la fanno i turnover 2-1 per Cincinnati, tra l’altro l’intercetto di Reggie Nelson su hail-mary alla fine del primo tempo era incompleto, ma non cambia nulla.
In realtà il primo tempo dell’attacco non è stato particolarmente negativo, i Bengals sono riusciti a muovere la catena ma non ad arrivare in endzone. Dalton non ha lanciato male, ma in redzone sono stati commessi troppi errori: una reverse improbabile ha portato ad una perdita di 8 yard e quindi ad un field-goal e un drop abbastanza brutto del TE Tyler Eifert ha negato una chiusura di down vicino alle 10 yard avversarie. A questi due episodi si sommano varie penalità di holding che hanno portato all’annullamento di guadagni importanti soprattutto verso la fine del primo tempo.
Dopo il misero 6-3 dell’halftime, i problemi in linea non sono diminuiti. Hue Jackson mette tanta fantasia nel creare formazioni assurde, ma troppo spesso questo porta confusione agli stessi Bengals, come nell’illegal formation (anche se in realtà sembra un errore arbitrale) che vanifica una corsa da 15 yard di Jeremy Hill. Nel gioco successivo Dalton lancia una brutta palla sul profondo, intercettata dall’ex Jonathan Joseph.
Risultato invariato finché T.J. Yates (che sembra giocare bene solo contro i Bengals), subentrato a Hoyer alla fine del terzo quarto, lancia un TD a Hopkins che afferra la palla tra braccio e avambraccio sulla testa di Adam Jones. La copertura non era sbagliata, ma la presa da circo di Hopkins porta inaspettatamente il risultato sul 10-6 per Houston. Dopo 2 punt consecutivi, con altri 2 gravissimi drop di Eifert, Cincinnati arriva nella metà campo avversaria, ma due giocate spettacolari del rookie corner Kevin Johnson contro A.J. Green, una deflection e un tackle che permette al compagno di forzare il fumble, mettono fine alla partita.
In attacco si salva da un giudizio negativo solo Giovani Bernard che porta a casa 70 di yard tra corse e ricezioni e risolve alcune situazioni complicate. Male sicuramente la linea che non tiene la pressione e spesso costringe Dalton a togliere gli occhi dai ricevitori per evitare il sack, mentre sulle corse è inefficace. Jeremy Hill è inconsistente 7 portate per 15 yard sono un grosso problema, l’anno scorso Hill riusciva a guadagnare molto rompendo i tackle nelle corse esterne e sfruttando gli ottimi buchi creati dalla linea all’interno, quest’anno viene fatto correre solo all’interno, ma i buchi non si aprono. Per la prima volta sono deludenti Eifert che perde palloni perfettamente ricevibili e A.J. Green che perde l’ovale nel momento peggiore e condanna la squadra alla sconfitta come l’anno scorso con Pittsburgh.
Houston ha goduto del bye week per preparare al meglio la gara, ma Cincinnati non ha scusanti, visto che ha giocato giovedì scorso, forse sono stati sottovalutati questi Texans. Hue Jackson ha chiamato molti passaggi corti esterni (da 2-3 yard), forse per la pioggia, ma di certo sono stati una pessima scelta e non è pensabile limitare in questo modo il gioco aereo quando piove, vista la fatica a correre.
Domenica in Arizona la partita sarà sicuramente più difficile, tuttavia la difesa sta mostrando ottimi miglioramenti, vedremo se sarà efficace anche contro un attacco più completo. Per quanto riguarda l’attacco sapremo se questa sconfitta inaspettata porterà una reazione positiva o manderà in crisi il sistema di Jackson.

