Col coltello tra i denti (week 11: Raiders 13 -Lions 18)

Po-po-po-popò.. Campioni del mondo… po-po… EH? come dite?

Ah, si, lo so!

Lo so, siamo solo 3-7 ma ottenere due vittorie a fila quest’anno pareva impossibile. Invece i Lions hanno dovuto lottare col coltello tra i denti ma sono riusciti a raggiungere almeno questo piccolo obbiettivo.

Bonus aggiuntivo: non abbiamo più il record peggiore della lega.

Quindi godiamocela e festeggiamo che giovedì si gioca di nuovo.

La cronaca

La partita inizia con i Lions in attacco. Il playcalling di JBC è finalmente convincente (anzi, ottimo) e il gioco procede che è un piacere ma arrivati al bello succede sempre qualcosa che impedisce il TD.

In particolare il primo drive è un’ode a Martin Mahyew da parte di due sue prime scelte: Palla sulla una iarda, Tomlison prima commette holding (10 yrd di penalità) poi Ebron droppa un TD facile.

Il drive successivo si ferma pure lui nei pressi dell’endzone. Poi un terzo si ferma più lontano ma Prater mostra che domenica scorsa è stata solo una serata un po’ così e mette tutti e tre i calci piazzati.

E il temuto attacco dei Raiders? Non pervenuto per tutto il primo tempo grazie anche al gran lavoro della difesa tutta e si va al riposo sul 9-0 Lions.

Come sempre, il terzo quarto è il momento peggiore per Detroit. Oakland esce decisa e mette su tre drive importanti, il primo di 80 iarde concluso da un TD in corsa di Latavius Murray, gli altri da due calci di Janikowski che coglie l’occasione per mettere anche il suo record stagionale di distanza. I Lions sono sotto 13 a 9.

E l’attacco dei Lions? Non pervenuto a sua volta. La situazione non è rosea per nulla.

Inizia il quarto periodo e all’attacco servirebbe la scintilla e il #9, al solito, vede e provvede.

Il drive parte con difficoltà ma quando c’è bisogno Stafford inventa qualcosa: prima una finta di lancio seguita da un passaggio sottomano a un Riddick in grande spolvero, poi incanala il suo Cam Newton interiore e corre per 18 yarde fino alle cinque iarde.

Il gioco successivo, JBC chiama uno schema con backfield vuoto che pare fatto apposta e Stafford si fa una passeggiatina in endzone. 16-13 Lions nonché il primo TD Lions su corsa dalla terza giornata.

Nel drive successivo, Ziggy Ansah forza una safety (18-13) e poco dopo i Raiders devono andare al punt.

Ci sono sette minuti sull’orologio, ancora un sacco di tempo per recuperare giusto?

Non proprio… L’attacco di Detroit inizia a macinare corse, alternando con lo stretto indispensabile di lanci. Un altro calcio di Prater non chiuderebbe ancora la partita ma il redivivo Joique Bell prima chiude un terzo e tre poi corre per altre nove yarde.

A quel punto, con la palla sulle due e un nuovo set di down Stafford decide di far vedere al giovane Carr e hai suoi rookie com’è fatta la victory formation.

Gli ultimi secondi passano così, per una volta senza rischio di colpi apoplettici finali. Alleluia.

Raiders 13 – Lions 18.

Qui il box score, cortesia Detroit Free Press.

appunti sparsi

1. Nessuna delle due squadre ha subito turnover. L’unico intercetto di Diggs su Carr è stato negato da una (dubbia) penalità contro Lawson

2. Theo Riddick è sempre più leader nelle ricezioni dei Tailback. Il che, considerato che sarebbe il terzo RB, è ancora più notevole.

3. Calvin Johnson: 5 ricezioni, 88 iarde. Golden Tate 8 per 73 iarde. Amari Cooper una ricezione per 4 iarde (!!!).

4. Terza prestazione ottima di Darius Slay (vedi sopra alla voce: Amari Cooper).

5. Altra prestazione decisa contro la corsa della difesa.

6. L’attacco di corsa di Detroit ha superato le 100 iarde. Penso sia la seconda volta in tutta la stagione.

7. Ciò può essere collegato ad una linea offensiva che inizia a girare. Anche i quattro sack subiti da Stafford sono più da attribuire alla difficoltà dei ricevitori nel vincere i propri match-up che ai (soliti) collassi della tasca.

8. Michael Ola ha preso il posto di L.A. Waddle nella rotazione ed è stato molto efficace. A questo punto è il caso di ricordare che Waddle si è operato al ACL dieci mesi e la sciagurata gestione del personale non gli ha dato tempo di guarire adeguatamente.

9.. Gli special team giocano meglio ma ancora non abbastanza (vedasi la penalità di Fuller)

10. Gli unici che dovrebbero volere Stafford fuori da Detroit sono gli avversari.

Finalino discutibile

C’è voluta con una prestazione che ricorda lo scorso anno (difesa rognosa, attacco sul patetico, Prater perfetto, Stafford con l’assol nella manica quando serve) ma c’è la mini streak.

(A tal proposito, Mike Payton di Side Lion Report ci ricorda che i Lions non vincevano due partite nella decima e undicesima settimana della stagione dal 1974.)

Finalmente, i frutti della cura Cooter si iniziano a vedere in attacco con un buon playcalling anche se l’esecuzione in redzone è stata da schiaffi e Stafford era abbastanza nervoso dopo la partita.

Del resto, se tutto fosse andato come doveva, il primo tempo potuto finire agevolmente 17-0 e la partita sarebbe stata più agevole anche per la difesa che invece è stata costretta a performare al mille.

A tal proposito, è da sottolineare che una buona parte del rinascimento della difesa va attribuito ad alcuni cambiamenti di personale tra i Linebacker (Isa Abdul-Quddus e Tahir Whitehead) e alle buone prestazione di alcuni giovani leoni (Lawson e Diggs a complemento di Slay), cosa che alcuni come, nel suo piccolo, il sentitamente vostro invocavano da un po’ di tempo.

Si aggiunga che finalmente il mantra dello scorso anno (“Stuff the run”) sta tornando ad avere applicazione sul campo e lo spazio per qualche soddisfazione c’è ma soprattutto c’è un po’ di amarezza contemplando dove i Lions potrebbero essere adesso senza gli errori arbitrali e giocando solo un po’ meglio: nel bel mezzo della corsa ai play off.

Invece, siamo qui a consolarci con la questa ministriscia, consapevoli che la prima persa vuol dire dire addio definitivamente ad ogni residua speranza di postseason (come se ci fosse).

Ma almeno la squadra sembra reagire e guardare le partite la domenica non sarà solo una sofferenza…

Volevo finire con quella frase ma devo aggiungere dei complimenti al coaching staff: la settimana è stata ricca di polemiche tra l’introduzione del nuovo presidente Rod Wood, polemiche mediatiche e altre piacevolezze ma la squadra è rimasta concetrata e pronta a giocare per i suoi coach e il loro stesso futuro.

A prestissimo per la preview che giovedì è il ringraziamento e si gioca!

-Emanuele-