Giù, dove osano le aquile… (Preview week 12: Eagles – Lions)

Continuando una tradizione che risale al 1934 (ma in realtà ancora più antica), i Lions si preparano a giocare a metà settimana per il giorno del Ringraziamento.

Gli ultimi due anni li hanno visti vincere questo appuntamento e vediamo se non c’è due senza tre.

Iniziamo, al solito, dai dati e poi presentiamo gli avversari del giorno: I Philadelphia Eagles.

i fatti

Giovedì 26 Novembre alle 12.30 ora locale (18.30 ora italiana) al Ford Field. Diretta su sky sport nonsoqualecanale.

Questo è il 76esimo incontro che i Lions disputano in casa per il Ringraziamento e la serie è sul 35-38-3 globale. I Lions hanno vinto gli ultimi due incontri (e perso i nove precedenti).

I Philadelphia Eagles sono sul 4-6 mentre i Lions sono sul 3-7.

L’ultimo incontro tra le due franchigie avvenne nel 2013 a Philadelfia e, dopo una lunga lotta nella neve, terminò con la vittoria degli Eagles per 20-34 mettendo le basi per il crollo finale dei Lions e per l’approdo di Philly ai playoff.

Le statistiche di NFL.com vedono gli eagles come ottava offesa della lega (Lions 25°) mentre la difesa performa al 25° posto (Lions 20°).

I Philadelphia Eagles

La personalità più influente e discussa degli Eagles non è un giocatore ma il suo allenatore, Chip Kelly.

Kelly è giunto in NFL tre anni fa dalla NCAA, deciso a importare la sua peculiare filosofia di gioco e il suo innovativo modo di allenamento.

La prima stagione si è conclusa con un’apparizione ai playoff.

Lo scorso anno, invece, malgrado una partenza bruciante la squadra non è riuscita a ripetere il risultato.

Quest’anno gli Eagles navigano sul 4-6 (una vinta in più dei Lions) ma, vista la situazione nella NFC East, sono indietro di una sola partita rispetto ai capofila Giants e, quindi, ancora in piena corsa per un posto in postseason.

(Il che mi ci ricorda che è comodo non avere i Packers in division.)

Lo schema d’attacco di Kelly è decisamente unico per la NFL e, anche per questo, affascinante.

In primis, ha un tempo di gioco estremamente elevato e evita di andare in huddle. Questo mette in difficoltà le difese che non possono sostituire e tendono ad andare in affanno.

Inoltre l’attacco Kellyano comprende una salutare dose di zone-reading che è ben più diffuso nelle università che nella Lega.

Per mettere a frutto questa sua visione, Kelly ha pure preso il controllo del roster e ha provveduto ad un massiccio repulisti.

Solo per citare i più importanti, via Nick Foles (che non era adatto, troppo lento), Jeremy Maclin (troppo costoso), LeSean McCoy (costava e non era adatto) più altri cambiamenti.

Sono arrivati il QB Sam Bradford (che non si è rivelato adatto al sistema) e DeMarco Murray (vedi sopra).

Onestamente mi sembra che nessuno sia adatto allo schema del buon Chip, con l’eccezione di Marcus Mariota che, però, è rimasto a Tennessee. Ma magari anzi sicuramente è solo una mia impressione.

In ogni caso che siano stati tutti i cambiamenti nel personale oppure che gli altri allenatori abbian preso le misure oppure che alcuni giocatori non sono adatti al sistema ma, alla fin della fiera, la squadra di Philadelphia non riesce a decollare, specie ora che Bradford si è infortunato e a giocare QB potrebbe tornare il noto Mark Sanchez, il cui record (4-2 nei play-off per dirne una) secondo molti supera l’effettivo talento.

Indubbiamente il talento nella squadra c’è (Sanchez compreso) e quella di domenica può essere un’occasione ghiotta per restare nel vivo della corsa.

Sicuramente hanno molto più da perdere dei loro avversari.

i Lions

Larry Warford

infortuni

Per essere una settimana corta, tutto il roster si è allenato. Limitati CJ (come quasi sempre), Slay, Reid, Carey e Wright. Torna alla piena attività Ebron e così anche Butler.

la situazione

Che dire? I Lions stanno giocando il football migliore dall’inizio dell’anno ( e qualcuno potrebbe dire che non ci vuole molto).

La linea offensiva sta finalmente trovando un po’ di pace grazie al lavoro di semplificazione di Prince e Cooper e la difesa contro le corse di PHI non è tra le primissime. Stafford sembra più sicuro e la squadra gioca più convinta.

Tutto sommato, qualche punto a tabellone dovrebbe arrivare.

Più preoccupante è la difesa. L’unica occasione in cui la difesa ha dovuto giocare molti snap è stato contro San Diego e alla fine erano totalmente in apnea.

Va bene che le condizioni ambientali sono molto diverse (non è settembre in California) ma temo che, senza la solita girandola di cambi, la difesa possa mostrare la corda.

Pronostico

Per quanto non sia stato molto bravo negli ultimi tempi (meglio così da un punto di vista), proviamo.

Partita a punteggio basso, decisa da un calo nell’intensità difensiva dei Lions nel quarto periodo.

Eagles 28 – Lions 18

(se volete potete pensare che io stia facendo un po’ lo scaramantico. Non confermo né smentisco…)