Week14 Steelers 33 @ BENGALS 20

Il risultato finale è di 33-20 per gli Steelers (8-5) che accorciano le distanze sui Bengals (10-3). Purtroppo non è stata una bella partita, sì è vero ci sono stati tanti punti segnati, qualche giocata spettacolare, ma abbiamo anche assistito a episodi vergognosi, che a mio parere non si addicono ad un campo da football. Badate bene, Pittsburgh ha meritato la vittoria, sarebbe sbagliato negarlo, e l’uscita di Andy Dalton per infortunio, che per i Bengals ha in buona parte compromesso il risultato, è del tutto indipendente dall’antisportività presente in questa partita. Nonostante ciò è giusto non togliere nulla all’ottima prestazione di Ben Roethlisberger, le cui statistiche, 0 TD e 1 INT, possono forse far pensare il contrario.

So che vi sembrerà esagerato, ma credo sia stata la partita più sporca vista negli ultimi anni, vi invito a guardarla e valutare voi stessi, intanto vi spiego perché. Ma andiamo con ordine. Tutto è più o meno iniziato nella partita di andata all’Heinz Field, con la sconfitta degli Steelers e l’infortunio di Bell. E ovviamente si arriva a Vontaze Burfict, colui che ha la fama di girare le caviglie e che viene ogni volta tirato in ballo come giocatore scorretto, fama guadagnata durante la scorsa stagione contro Carolina perché sia Greg Olsen che Cam Newton l’avevano accusato di aver tentato appunto di provocare un infortunio ai loro danni. Nessuno dei due in realtà è uscito dal campo infortunato ma hanno giocato fino alla fine dell’overtime come tutti gli altri, ma Burfict è stato comunque multato a dovere. Vorrei precisare che in questi casi io sarei favorevole ad una sospensione (oltre alla multa) se effettivamente viene provocato un infortunio volontariamente. Prima di arrivare però alla partita di quest’anno dobbiamo citare la week 17 dello scorso anno, nella quale gli Steelers perdono Bell per il resto della stagione per un tackle pulito di Reggie Nelson ad altezza ginocchio, mentre i Bengals perdono A.J.  Green a causa di un helmet-to-helmet di Mike Mitchell (non sanzionato), nella stessa azione Green perde la palla condannando i Bengals alla sconfitta. Arriviamo a meno di due mesi fa, nel primo tempo dell’incontro Burfict placca Bell su un terzo e lungo a meno di una yard dalla chiusura del down, l’impatto avviene ad alte velocità, ma sembra pulito. Immediatamente Burfict si rialza per festeggiare animatamente forse non accorgendosi che Bell non si rialzerà allo stesso modo. Il “forse” è doveroso perché nessuno può sapere veramente se Burfict fosse consapevole dell’infortunio, tranne lui. Il giorno successivo ha comunicato che era dispiaciuto per l’infortunio essendo Bell suo amico ecc… Nel drive successivo Marvin Jones ha subìto un colpo molto violento da Mitchell mentre era in volo per prendere un pallone comunque troppo alto, Jones rimane a terra e Mitchell festeggia, dopodiché va da A.J. Green e gli dice, cito testualmente, “You are next”. Dal giorno successivo su twitter (perché a quanto pare i veri uomini oggigiorno si parlano su twitter) ci sono stati una serie di twit di astio nei confronti dei Bengals e di Burfict in particolare relativi ad una vendetta nei confronti del LB (pare sia saltata addirittura fuori la parola “bounty”) a cui alcuni giocatori Bengals hanno risposto, ma insomma essendo twitter nessuno si è preoccupato troppo o ha detto niente. Anzi i media, ESPN in primis, hanno rincarato la dose scrivendo articoli su articoli usando termini che vanno da “showdown” a “blood” (molto ricorrente) ovviamente attribuendo un significato figurato agli stessi. Purtroppo in campo si è andati oltre le parole.

Ancora prima della partita è iniziato il trash talk tra Burfict e un giocatore Steelers al centro del campo con il conseguente innocuo ammucchiarsi di giocatori a scaldare gli animi, ma nulla di grave. Dopodiché è iniziata la partita. Onestamente posso comprendere che, se la posta in gioco è alta, i nervi sono alle stelle, magari verso la fine quando si è anche stanchi fisicamente e poco lucidi mentalmente, qualsiasi scintilla possa scatenare una “mini-rissa”, anche tra i professionisti, basti vedere l’ultimo Super Bowl dopo l’intercetto finale, ma cominciare dal primo drive è inaccettabile. Alla seconda azione, dopo un po’ di contatto, Antonio Brown mette le mani sulla maschera a Kirkpatrick che ricambia il favore dopodiché partono un po’ di schiaffi sui caschi per cui vengono penalizzati entrambi. Come suggerisce il commentatore della CBS forse sarebbe meglio espellerli, ma così non avviene. Poco dopo Burfict placca DeAngelo Williams, tarda un attimo a rialzarsi e arriva DeCastro a tirare un bello spintone al mucchio. Poco dopo, durante il kickoff dopo il TD di Pittsburgh, l’88 in maglia nero-oro si fa un giro per la sideline dei Bengals, altre scaramucce, ma finora nessuno si è fatto male sul serio. Pochi giochi dopo però Tyler Eifert riceve in tuffo un pallone per il primo down da Dalton, sta per finire per terra quando arriva Mike Mitchell che invece di toccarlo o spingerlo arriva col casco sul casco di Eifert.

mitchell eifert 2

Già sempre Mitchell, quello sulla lista nera di Steve Smith, quello di “You are next”, quello della concussion su A.J. Green l’anno scorso, ricordo anche un bruttissimo helmet-to-helmet con Latavius Murray quest’anno, sempre lui, insomma se pensassimo che un tempo quel posto era di Troy Palomalu, giocatore di tutt’altro livello, magari non pulito al 110%, ma di un altro calibro, un po’ storciamo il naso. Lì la flag è arrivata, ma anche la concussion per Eifert.

Una cinquantina di yard dopo succede il disastro: Dalton è sulle 5 yard e, privo di Eifert, opta per una screen altezza caviglie per Bernard, a qualche yard di distanza, ma la palla non arriva al RB, il DE Tuitt riesce in un intercetto alquanto improbabile vista la sua mole (2,01 per 142) e l’altezza dell’ovale, e Dalton si lancia nel placcaggio, con un buon coraggio, devo ammetterlo, forse motivato dal grosso errore commesso, ma come si suol dire aggiunge al danno la beffa (o forse in questo caso è più il contrario?) infortunandosi il pollice destro. L’azione è talmente tragicomica che è difficile commentarla, rimane l’errore di Dalton, il peggiore dell’anno, ma le conseguenze del placcaggio sono molto più gravi. Ho un leggero sospetto che Dalton volesse lanciare per terra per un incompleto perché non si era sviluppato il gioco come voleva, ma sarebbe stato anche in questo caso un errore grave. Dal possibile 7-7 nel giro di qualche minuto si è passati al 10-0 con in campo il QB di riserva, A.J. McCarron, che aveva giocato in carriera solo gli ultimi 2 minuti della partita precedente, completando 2/3 ma fallendo una conversione di quarto down contro Cleveland, senza il TE titolare. Il primo lancio è completato sull’esterno su A.J. Green, a quel punto, ormai fuori dal campo Antwan Blake ci delizia con un discreto supplex che scatena le ire del ricevitore nero-arancio, e ce ne vuole a far arrabbiare A.J. Green, che solitamente evita i contatti in generale perdendo magari anche una palla contesa 50/50, flag per Blake. Guardate la reazione delle due panchine:

ML-mt

Dopo un colpo in ritardo sempre di Blake a Bernard con palla irricevibile e tra una rissa e l’altra, Cincinnati sbaglia un field-goal, mentre Pittsburgh lo realizza poco dopo, 13-0. Il drive successivo ha un maggiore successo, dopo una counter di Bernard, al cui placcaggio si scatena l’ennesimo parapiglia, McCarron lancia lungo su Green e segna il suo primo TD della carriera da 66 yard, nell’azione proprio Blake e Mitchell vengono battuti e si scontrano anche in modo rocambolesco. L’esultanza mi ha fatto parecchio arrabbiare, Green calcia il pallone sugli spalti, gli arbitri non vedono, ma quest’anno si è già preso una penalità del genere, e visto la situazione complicata e i pochi minuti alla fine del tempo è stata davvero un gesto molto stupido.

Ad un minuto dalla fine del tempo è Burfict a raggiungere per il rotto della cuffia Martavis Bryant, che aveva appena fatto un’accelerazione delle sue lungo la sideline, salvando un TD, difficile credere che Burfict arrivi addirittura dove non arrivano i DB, ma se riesce a rimanere sano ha un atletismo pauroso e se fosse in un’altra squadra sarebbe già l’idolo delle masse. 16-7 all’halftime.

Nel secondo tempo i disordini in campo scemano con Pittsburgh che controlla la partita. Nel primo drive dopo l’intervallo McCarron viene colpito molto forte (pulito) da James Harrison che aggira Andrew Whitworth (pessimo in questa azione) e la screen per A.J. Green esce molto lenta dal braccio del QB favorendo l’intercetto di William Gay che celebra in un modo abbastanza osceno, prendendosi una penalità perché l’avanzata sulle ginocchia baldanzosa del DB si protrae più del necessario. Sotto di 16 il gioco di corsa, già rarissimo in precedenza, viene del tutto abbandonato e Hue Jackson si affida al braccio di McCarron. Quest’ultimo mette insieme una buona prestazione, considerata la situazione improvvisa e la poca preparazione del backup QB rispetto al titolare. Purtroppo nel finale gli viene annullato un lancio da 25 per Kroft che avrebbe portato nella metà campo avversaria, a causa di una dubbia chiamata di holding di Whitworth su Harrison che scivola. Nel lancio successivo McCarron va ancora sul profondo ma o sbaglia completamente il lancio oppure non si intende con il ricevitore e la palla è intercettata. Nel finale riesce a limitare il divario percorrendo tutto il campo con un ottimo drive, finalizzato dalla segnatura di Rex Burkhead (che il telecronista della CBS riconosce dopo un po’, come se non fosse l’unico nanerottolo bianco a roster).

Esclusi i due intercetti e un altro lancio bruttino, il “colorato” QB da Alabama ha giocato molto bene, connettendosi con tutti gli 8 target disponibili, il più delle volte con lanci medio-lunghi, ma il pick-6 pesa molto. La OL ha faticato più del solito, non garantendo sempre la protezione necessaria, e ha anche faticato ad aprire i varchi per le corse, molto limitate per motivi di punteggio. La DL ha tenuto Williams sotto le 3,5 yard di media, ma non ha messo nessuna pressione a Big Ben, e visti gli infortuni nelle secondarie (anche Iloka out per l’aggravarsi del problema all’inguine) era fondamentale. Nel complesso è difficile valutare i singoli in una partita così “movimentata”, è andata bene Josh Shaw, il rookie da USC e così come il solito Reggie Nelson, a quota 8 intercetti in stagione. Fa riflettere aver guadagnato 31 yard offensive più dell’attacco più prolifico delle ultime settimane e aver comunque perso per distacco, nonostante le loro secondarie traballanti. Male Nugent che sbaglia il field-goal della speranza.

Ora vorrei esprimere un’impressione personale, che ovviamente nessun simpatizzante Steelers potrà mai condividere, e probabilmente sarebbe difficile da credere per molti, che non abbiano visto tutta la partita (non quella condensata, per intenderci), ma io penso che in tutto questo disordine ci sia lo zampino di Mike Tomlin. E’ un allenatore che a me piace molto, sia per quello che è il suo approccio alla partita e nei confronti dei giocatori, sia per le scelte, non sempre canoniche, che fa durante la stessa, tuttavia talvolta la sua sportività lascia un po’ a desiderare, ne sanno qualcosa i tifosi dei Ravens e Jacoby Jones giusto per citare l’esempio più eclatante. Il dubbio che l’intenzione di Tomlin fosse rendere appunto “bloody” la partita tramite le provocazioni, le risse, i colpi scorretti (stavo per dimenticare il crack-block di Brown su Nelson), sporchi o in ritardo, qualche spintone di troppo ai giocatori più facilmente provocabili (Burfict), l’eliminazione di Eifert all’inizio del primo drive… è più che fondato. Gli farei quasi i complimenti perché farlo fuori casa e riuscirci è ancora più difficile, di certo in Marvin Lewis ha trovato un avversario facile da questo punto di vista, se fosse stato Harbaugh per esempio sarebbe finita molto peggio. Però è stato bravo perché ha stravinto la sua partita, senza infortuni (non so bene Dupree come sia messo), senza squalifiche, magari con qualche multa, ma tanto non interessano ai giocatori rispetto alla posta in palio, compromettendo alcuni giocatori dell’avversario, che potrebbe ritrovarsi ai playoff senza qualche pezzo grosso e sebbene faccia passare il suo talvolta “play dirty” come “play physical” sa benissimo quanto può andare oltre il limite. Già perché non dovete pensare io stia puntando il dito contro gli Steelers, a quei livelli è normale fare di tutto per vincere (capito Marvin Lewis?), ma forse la NFL invece di multare per i colori delle calze o delle scarpe gestisse meglio certe situazioni, eviteremmo lo “spettacolino” di domenica, a partire dai twit di Vince Williams (mi è venuto in mente il nome), per finire col buttare fuori chi si mette le mani addosso in campo e chi deliberatamente cerca di provocare infortuni, Burfict compreso se lo ritiene necessario, visto che ha mille telecamere e mille persone che guardano ogni azione (si fa per dire mille ovviamente, diciamo che sono tante). So benissimo che tutto questo “giocare duri” (nel senso di scorretti) nel mondo del football riscuote grande apprezzamento tra i fan (in realtà non solo nel football, ma qui è più facile farlo passare per accettabile), ma per me lo sport deve essere il più pulito possibile anche se si parla di un national team contro uno un po’ “sfigato”. Per non parlare troppo in generale ritorniamo al colpo Mitchell-Eifert, Eifert fuori perché siamo molto sensibili alla questione concussion, adesso esce anche il film… ma Mitchell in campo dopo l’ennesima concussion provocata, forse pagherà qualche migliaio di dollari, e la prossima volta farà lo stesso.

aj-mccarron-aj-green-2015-fantasy-outlook-after-andy-dalton-injury_1

La notizia positiva è che Dalton non è da operare e potrebbe rientrare prima dei playoff, nel frattempo McCarron dovrà giocare sicuramente con 49ers e Broncos, sperando faccia bene ma che non invogli nessuno a farci un pensierino per l’anno prossimo. Nel frattempo è già uscita la questione tatuaggi “Oh mio Dio, ha i tatoo come Kaepernick!”, Dalton non andava bene perché “se la faceva addosso” quando contava davvero, era debole, non aveva carattere, McCarron è pieno di tatuaggi e non va bene per il motivo opposto. Poi in conferenza stampa è arrivata la ciliegina sulla torta: alla domanda riguardante come era stato il momento in cui aveva saputo che sarebbe sceso in campo, ha risposto che anche Tom Brady era stao in quella situazione. E sono arrivati i titoloni: “McCarron si paragona a Tom Brady!”… viva il contesto.

Per il resto Eifert entrerà nel protocollo, Iloka sarà out, immagino, visto che non riesce a terminare le partite, Pacman Jones ha ancora il gesso, nonostante il piede non sia rotto e la sfida con Denver sarà decisiva tra due settimane. Nel mentre ci saranno i 49ers, sconfitti domenica da Johnny Manziel, rientrato dal castigo di Pettine.

 

Vi posto qui sotto i link dove potete trovare gli episodi di cui ho parlato (purtroppo la qualità è quella che è), nei vari highlights difficilmente li troverete, eccezion fatta per la scena iniziale con Burfict, quella c’é: link