Big Bye Chip
Jeffrey Lurie in nottata ha licenziato – anzi rilasciato, se vi importa la questione semantica – Chip Kelly e il suo uomo nel management Ed Marinowitz alla vigilia di week 17. Se l’esito finale poteva sembrare scontato ai più, i tempi assolutamente no.
Se è vero che questa settimana di anticipo potrebbe giovare agli Eagles per la ricerca del nuovo allenatore, in una classe di head coach che non pare ricca di nomi di primo pelo, il taglio repentino dopo la perdita matematica del treno playoff lascia tutti scioccati. Ed è un presa di posizione, e soprattutto una ammissione di colpa, netta da parte del presidente Jeffrey Lurie. Perché passare su Kelly dopo meno di una stagione completa alle spalle, con tutte le oggettive difficoltà, è una dichiarazione abbastanza cristallina. Probabilmente è ancora troppo calda la stagione del 2012, dove fu riconfermata la panchina ad un Andy Reid allo sbando, che fini poi drammaticamente con appena 4 vittorie. Lurie non digerì quella sua stessa decisione e lo spettro di un caso analogo lo deve aver spinto all’addio repentino. La scelta è coraggiosa, ma quanto impulsiva dopo un anno difficile? Ha senso smontare un giocattolo che era ancora in costruzione e che si era avvallato completamente appena 9 mesi fa? Ha senso cambiare 3 allenatori in un quadriennio in un ottica di continuità di crescita?
Per quanto coraggiosa questa scelta, Kelly avrebbe meritato di concludere il contratto e di poter ribaltare una stagione negativa. Aveva dimostrato di poter vincere 20 gare nel primo biennio, perchè non concedergli il beneficio del dubbio? Con il cambio di coach il progetto per forza di cose ripartirà da un serio rebuilding. Cosa sarebbe cambiato aspettare un solo anno? Il nuovo allenatore si sarebbe in ogni caso trovato con una roster mediocre e costruito su un preciso modello di football. Lasciare Kelly ora ti assicura anni di ricostruzione, lasciargli un altro anno poteva portare nel peggiore dei casi a perdere un anno a vuoto, ma nel migliore far decollare il progetto.
La scelta di confermare Kelly per un ultimo anno poi era una logica sensata rispetto all’investimeno fatto in offseason. Davvero qualcuno nella dirigenza pensava che con un all in di questo calibro si sarebbe potuto far bene dal giorno 1? Che tra un QB che tornava da due ACL, un RB che arrivava da 300+ portate stagionali, l’amalga della OL tutta da costruire e un core WR giovanissimo la squadra era pronta, adesso, per un sostanzioso viaggio in post season?
Se Lurie pensava che bastasse una sola offseason in mano a Kelly per produrre risultati che, per forza di cose, erano settati sul medio periodo allora conferma il fatto che il presidente ha fatto 2 errori in un anno solo. Dare carta bianca a Kelly per fare una rivoluzione copernicana per vincere ora, e mollare Kelly un anno prima della fine del contratto dopo avergli dato il pieno controllo. Se vai all in lo fai fino in fondo, non lasci sul piatto l’80% di quello che hai messo solo per recuperare il 20%. E’ come comprare una azione e venderla al minimo del suo valore invece di aspettare a vedere se le quotazioni risalgono (ringrazio Brian per questa analogia). Non solo è mancata lungimiranza strategica ma anche comprensione del football.
L’orizzonte è nero e il rischio che questa mossa possa portare più problemi che soluzioni è dietro l’angolo.
Ha senso licenziare un coach che in 3 stagioni ha vinto 27 partite prendendo una squadra da 4-12? Kelly nelle prime 3 stagioni ha vinto più delle 3 stagioni d’esordio di Bill Belichick, Pete Carroll, Sean Payton, Ron Rivera e soprattutto di Andy Reid e Ray Rhodes ai quali Lurie concesse ben di più sul finire della loro avventura.
Dei 7 coach che hanno preso in carico una squadra nel 2013 solo due hanno nell’arco di 3 stagioni un record migliore di Kelly e solo uno ha vinto una partita di playoff. Insomma è durato più Gus Bradley sulla panchina dei Jaguars che Kelly su quella degli Eagles…
Questo di certo non cambia la valutazione su di una stagione oggettivamente deludente, ma per sviscerare considerazioni tecniche sulla stagione appena passata ci sarà tempo e modo più avanti.
Manuel Tracia

