La Guerra è bella – Seattle Seahawks vs Carolina Panthers

Se il numero del vostro cardiologo è fra le chiamate rapide del telefono, molto probabilmente siete fan dei Seattle Seahawks.

Un “meme” diffusosi molto velocemente dopo la vittoria contro i Vikings di domenica ha descritto in maniera limpida e molto semplice l’estrema sofferenza che un match di playoff può provocare. È vero che a soffrire non sono soltanto i tifosi dei Seahawks, ci mancherebbe, ma negli ultimi tre anni, analizzando velocemente il numero di partite di post season finite e/o giocate al cardiopalma, nessuna squadra ha fatto patire i propri sostenitori come quella guidata da coach Carroll. Fra rimonte impensabili, vittorie sul filo del rasoio ed impensabili svolte finali, le coronarie di chi segue questa squadra con almeno un pizzico di passione sono state molto impegnate in questo ultimo periodo. E meno male. Nel meraviglioso sport del football americano ogni partita è come una guerra, e la guerra porta sofferenza, è vero, ma è bella. Molto bella, anche se fa male.

Dando per assodata l’esperienza “bellica” di giocatori e tifosi possiamo iniziare a definirli, e a definirci, dei veterani. Anche se questo termine porta con sé un significato leggermente diverso quando si parla di sport, nel nostro caso è bene usarlo nel senso originario del termine. Perché sbaglieremmo considerare veterano solo un giocatore già sulla via del ritiro, stanco e destinato a diventare piano piano l’ombra di ciò che l’ha reso grande. I nostri sono tutti giovani, pieni di energia e, soprattutto, con la voglia di vincere. Lo hanno dimostrato pochi mesi fa, quando dopo tantissime difficoltà sono riusciti a ritrovare la via della vittoria raggiungendo nuovamente, per il quarto anno di fila, la qualificazione alla post-season. Lo hanno dimostrato sotto il ghiaccio di Minneapolis, a -21°C in una delle più sofferte vittorie della storia della franchigia. Quello che ci si augura, ovviamente, è che continuino a dimostrarlo domenica sera, contro quella che è risultata essere la squadra più forte dell’ultima regular season.

È così che ci si ritrova, di conseguenza, a fare le considerazioni sul match a venire.

Fattore esperienza

Dopo tutto ciò che è stato detto fino ad ora, sarebbe da pazzi non annoverare fra i vantaggi l’esperienza dei Seahawks in queste situazioni. La carica emotiva è molto alta, soprattutto se si conta la voglia di rivincita per l’ultimo Super Bowl. Non va sottovalutata, però, quella dei Panthers. Gli uomini di Ron Rivera vengono dalla migliore stagione di sempre e con una difesa non inferiore a quella dei Seahawks e un attacco in mano al migliore Cam Newton visto fino ad ora si preparano ad affrontare il Divisional Round da favoriti e non senza esperienza. Negli ultimi dieci anni, infatti, queste due squadre si sono incontrate ben dieci volte, tre delle quali soltanto negli ultimi due anni. L’ultimo scontro ai playoff risale proprio al Divisional Round dello scorso anno, dominato dai Seahawks che poi avrebbero affrontato e battuto i Green Bay Packers prima di affondare ad una yard dal Super Bowl XLIX.

La voglia di rivincita dei Panthers sarà immensa, non basta una vittoria in stagione per cancellare l’eliminazione dello scorso anno, questo è chiaro a tutti, e la partita di domenica si svolgerà sicuramente anche sul piano emotivo conoscendo il carattere soprattutto delle due difese.

Running Game e difesa

Nel corso della regular season 2015, Carolina è stata la squadra che ha optato più volte per il gioco di corsa. Lo ha fatto 242 volte con Jonathan Stewart e 132 con Cam Newton. È evidente come il gioco di corse non sia soltanto una parte del gameplan di Rivera, ma ne componga l’ossatura principale, ma sarebbe affrettato e decisamente superficiale parlare di matchup perfetto per la difesa di Seattle. Il running game di Carolina è efficiente perché vive del dualismo perfetto running back e quarterback. Nessuna squadra fa correre così spesso il proprio quarterback e questo rende molti difficile prevedere le loro mosse offensive. Anche se gli uomini di Kris Richard (defensive coordinator di Seattle, n.d.r.) sono stati i migliori nel 2015 con sole 1304 yard concesse ai running back avversari (circa 81 a partita), non avranno vita semplice questa domenica.

Sul fronte opposto, invece, qualche preoccupazione c’è. Se dagli ultimi injury report è risultata la completa idoneità di Marshawn Lynch, non è ancora chiaro quali garanzie possa dare l’esperto running back. L’ultima stagione per lui è stata molto difficile a causa dei ripetuti problemi fisici e viene da un intervento chirurgico che lascia un grosso punto di domanda sul suo possibile impatto offensivo. Gli avversari, inoltre, hanno dimostrato di saper essere molto solidi contro le corse e per questo la partita potrebbe essere vinta su questo aspetto del gioco.

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Nessuno, in questo contesto, è sicuro di niente. Non si esagera dicendo che, molto probabilmente, questa potrebbe essere la partita più difficile delle ultime quattro stagioni. In più c’è il rischio che si giochi sotto la neve. Il Generale Inverno nel football vero, quello dei playoff, è sempre vigile e in agguato. Come se la tensione, lo spettacolo e le sofferenze non fossero già abbastanza.